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Al Galli mette la toppa l’Usl La Cgil scrive alla Procura
Arrivano anche gli oss, dopo gli infermieri, dal pubblico per garantire i turni Menconi: «Ci sono condizioni terribili, qualcuno deve andare a fare i controlli»
/ pontremoli
Una mano tesa dal servizio sanitario pubblico a una Rsa, la Galli Bonaventuri, che sta vivendo dei giorni di oscurità tremenda. Dopo l’emergenza di ieri, quando si è riusciti coprire un turno grazie all’abnegazione di un’operatrice in servizio per 20 ore, la soluzione trovata dalla Società dalla salute è l’invio di personale dall’Usl per garantire l’assistenza fino al rientro di una parte dei 17 dipendenti in malattia, tra positivi al Covid e non. Sulle condizioni però della struttura, giudicate inaccettabili, Alessio Menconi della Cgil, ha inviato una lettera alla Procura della Repubblica.
Fino a un certo punto, fino al tardo pomeriggio di giovedì a essere precisi, sembrava che la strada fosse segnata: trasferimento dei pazienti Covid positivi e non tra cure intermedie, ospedale e altre strutture private. La direttrice della Sds, Rosanna Vallelonga, aveva ricevuto l’ok. «La dottoressa Maria Letizia Casani era d’accordo, poi si convenuto che fosse meglio quest’altra soluzione. Spostare delle persone anziane può essere un rischio troppo alto».
Il sacrificio è stato chiesto agli Oss dell’Usl, visto che la carenza di personale in questi giorni aveva colpito anche questa categoria. Gli infermieri dipendenti pubblici già da diversi giorni infatti coprono i turni visto che il personale infermieristico interno è stato messo ko per intero dal virus.
Sono persone che stanno saltando il turno di riposo, pronto a dire sì a una chiamata così importante. In assenza di assistenza il rischio di aumentare le perdite nella struttura (8 finora i morti, considerando anche l’adiacente casa di accoglienza S.Anna) sarebbe stato altissimo. Si pensi che, sempre nel complesso, su 29 pazienti 15 sono positivi. E stiamo parlando di a nziani.
«Non sappiamo dire per quanto tempo si dovrà attuare questa soluzione», spiega Vallelonga. «La direzione si è attivata per assumere qualcuno e ci sono i dipendenti ancora attivi. La situazione è difficile e noi tentiamo di mettercela tutta. Ieri (giovedì, ndr) abbiamo lavorato tutto il giorno».
Molto più duro, e sconfortante, la fotografia che fa il sindacalista Menconi. «Infermiei e oss dell’Usl che sono arrivati stanno utilizzando i loro dispositivi. Dentro manca di tutto, persino i guanti. La nostra posizione è inequivocabile: le persone lì dentro muoiono, vanno spostate perché così non si può andare avanti».
I dipendenti Usl hanno provveduto a dividere i Covid positivi dai sospetti. «Sì, confermo. Purtroppo si è ammalata la capo infermiera ed è mancata una regia», ammette Vallelonga.
«Ho scritto alla procura perché vengano a fare i controlli. La nostra preoccupazione è la salute della gente, non certo le tessere. E lì il rischio è troppo alto. Lo diciamo da settimane», conclude Menconi. —
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