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Via libera alla riapertura degli ex ospedali apuani
L’impegno del presidente della Regione per Carrara, Massa e la Don Gnocchi di Fivizzano. «Riorganizziamo la sanità»
Alessandra Vivoli / CARRARA
Cominciamo dalla fine. Da come sarà riorganizzato il dopo emergenza Covid-19.
Quello del presidente della Regione Enrico Rossi è un impegno preciso. Venti posti letto per cure intermedie nell’ex pronto soccorso del monoblocco (16 previsti, in questa fase per la terapia intensiva). 53 nell’ex ospedale di Massa (qui per la terapia intensiva ora ne sono previsti 20) e altri 20 alla Don Gnocchi di Fivizzano.
93 posti letto negli ex ospedali
Sono in totale 93 i posti letto destinati alla cure intermedie che, così spiega Enrico Rossi «mi impegnerò a rendere fissi anche dopo l’emergenza coronavirus. Nella straordinarietà di questo momento passa il rilancio della sanità apuana, senza più i tagli imposti dal governo».
In sostanza il presidente della Regione fa una grande, e per la prima volta, apertura sul futuro degli ex ospedali. Che, assicura, sono destinati a diventare un presidio fisso, per le cure intermedie.
la situazione in lunigiana
Enrico Rossi fa il punto sugli ospedali della Lunigiana.
«Voglio ringraziare il modo in cui si è mosso il personale sanitario non solo per spirito di sacrificio ma anche per professionalità - spiega - Faccio l’esempio dei due ospedali di Pontremoli e di Fivizzano. Come è accaduto in altre realtà queste strutture erano state infestate dal virus ma non sono diventate luoghi di diffusione. C’è stato un grande lavoro nel separare gli ospiti contagiati, ripulire, risanare e riaprire tutto in tempi straordinari».
«Vorrei si riflettesse che on questo modo - sottolinea - si sono letteralmente salvati due ospedali che ora funzionano come ospedali no covid. Questo è stato possibile grazie al personale e alla direzione aziendale».
il ruolo del noa
Per il presidente Rossi l’organizzazione del Noa, anche a livello strutturale oltre che funzionale, è stata fondamentale per affrontare l’emergenza.
«Nei giorni dell’8 e 9 marzo si è fatto fronte a una esigenza di ricoveri straordinaria - spiega - Il nuovo ospedale ha dato il meglio di sè passando da 10 a 30 posti di terapia intensiva. Questo grazie alla predisposizione della struttura».
E aggiunge: «L’impianto di areazione del Noa consente di dare maggiore sicurezza, il ricambio d’aria è 12 volte rispetto a due volte di un impianto normale. Credo che questi aspetti, insieme naturalmente, e questa è la prima cosa, alla professionalità e all’impegno dei medici e dei professionisti, ha reso possibile dare risposte a tutti. Senza dover essere di fronte a situazioni drammatiche come è successo in altre realtà».
Lo screening nelle rsa
«Lo screening sierologico nelle Rsa della Lunigiana è già cominciato - conferma Rossi - Abbiamo inviato a Massa Carrara 1600 kit. Rivolgeremo particolare attenzione per gli anziani. Ci sono più di mille persone nelle Rsa, il nostro obiettivo è tutelarle».
Enrico Rossi annuncia quindi una terza visita nel territorio apuano: «Questa volta andrò in Lunigiana - conclude - Ho già fatto una conference-call con i sindaci della zona ma voglio andare di persona a valutare insieme a loro la situazione e le eventuali criticità e emergenze».
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