Il Tirreno

Quattro case di riposo in Lunigiana focolaio di Covid-19

Quattro case di riposo in Lunigiana focolaio di Covid-19

Due a Pontremoli, una a Fivizzano e una a Bagnone. Varese (Sds): «Tamponi e test sierologici ad ospiti e operatori»

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Lunigiana. Sono almeno quattro le Residenze sanitarie assistenziali in Lunigiana ad essere maggiormente colpite dai contagi del coronavirus, su un totale di quindici Rsa presenti sul territorio e 570 posti letto totali, quasi tutti occupati, dove proseguono e si intensificheranno in questi giorni tamponi e test sierologici. Asl Toscana Nord Ovest e Società della Salute locale hanno i fari puntati, ad esempio, sulla “Galli Bonaventuri” e suilla “Cabrini” di Pontremoli, sulla “Fontana d’Oro” di Mommio di Fivizzano, sulla “Villa Angela” di Bagnone. Sarebbero queste le strutture più a rischio focolaio da Covid-19.

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«Stiamo continuando con gli screening – spiega il presidente della Società della Salute, Riccardo Varese (nella foto a destra)– per fare fronte ad una situazione inevitabilmente critica, qui come in tutta Italia, nelle residenze per anziani. Stiamo dando la precedenza al personale, poi testeremo la positività anche degli ospiti, il tutto nei tempi più stretti possibile». Ospiti che, in base alle linee guida pubblicate sul sito web dell’Agenzia Regionale di Sanità (ARS), vanno messi in quarantena in stanza singola con bagno privato o nel modulo pre-isolamento, se disponibile, nel caso in cui si sospetti o sia confermato che hanno contratto l’infezione da Covid-19 e siano nelle condizioni di restare nella Rsa anziché essere trasferiti in ospedale.

Il presidente della SdS Lunigiana, inoltre, rivela che l'albergo sanitario aperto a Canova di Aulla all’agriturismo l’Eremo dei Poeti, una sorta di struttura per cure intermedie dove i pazienti ancora non negativi, ma in buone condizioni di salute, potranno passare la degenza, non sarà l’unico ad entrare in funzione: «Ne arriveranno altri, a partire dalla Don Gnocchi a Fivizzano (32 posti letto su un piano dedicato, ndr), per il quale è giunto il via libera dal presidente della Regione Toscana». Nella struttura lunigianese, infatti, la Fondazione Don Gnocchi ha un intero piano a disposizione che potrebbe essere allestito per affrontare il cosiddetto picco che, secondo gli esperti, è previsto per i prossimi 15 giorni.

Varese precisa anche che non è ad Aulla la Rsa in cui sono stati trovate 38 persone positive al Coronavirus: «Non voglio mettere all’indice alcuna struttura, posso dire soltanto che la Rsa in questione non è ad Aulla». Secondo indiscrezioni, si tratterebbe della casa di riposo “Villa Angela” a Bagnone. Purtroppo, si tratta sempre di 38 persone, tante ma, d’altronde, nelle Residenze per anziani è difficile rispettare le distanze di sicurezza.

E se a questo si aggiunge che gli ospiti di queste strutture sono anziani, quindi maggiormente a rischio di contrarre da coronavirus, ben si comprende la pericolosità per gli ospiti di vivere in queste strutture, e naturalmente anche per il personale sanitario di lavorarci. Sono 470 gli operatori che lavorano nelle Rsa lunigianesi, fra medici, socio-sanitari, infermieri e fisioterapisti. Ed è a loro, sia agli ospiti che agli operatori, che il presidente della locale Società della Salute rivolge un ultimo pensiero, carico di umana preoccupazione: «Ai pazienti, che per età rappresentano la nostra storia, e agli operatori dedicheremo la massima attenzione», chiude Riccardo Varese. —

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