Il Tirreno

«C’è l’epidemiama il sistema locale e regionale sta reggendo»

R.M.
«C’è l’epidemiama il sistema locale e regionale sta reggendo»

Il consigliere Bugliani (Pd) incontra Rossi e fa il punto Sulle Rsa: procedure efficaci per limitare il contagio

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Il consigliere regionale del Pd Giacomo Bugliani martedì ha partecipato all’incontro con il presidente della Regione, all’ospedale delle Apuane. Ed è lui, oggi, a fare il punto su posti letto, dispositivi sanitari e capacità di risposta della sanità territoriale.
Consigliere, partiamo dai posti di terapia intensivi disponibili in terra apuana.
«Il sistema sanitario, regionale e locale, sta dimostrando grande capacità di tenuta. In pochi giorni il Noaa avuto la capacità, grazie al suo direttore e a tutto il personale sanitario, di rigenerare interamente la struttura e passare da 14 a 38 posti potenziali di terapia intensiva. A questi sono stati aggiunti 22 posti di terapia subintensiva e una sessantina di posti letto solamente per i ricoveri dei pazienti Covid19. La Regione in pochi giorni ha stanziato le somme necessarie per ricavare altri 51 posti di terapia intensiva nel Monoblocco di Carrara e nell’ex ospedale di Massa, i cui lavori sono stati affidati all’Asl e che a breve saranno completati. Inoltre la Regione ha stanziato 300.000 euro altri 48 posti di degenza ordinaria per pazienti Covid all’ex ospedale di Massa. Il quadro complessivo delle disponibilità, anche in relazione all’andamento dell’epidemia, fa ben sperare sul fatto che il nostro territorio saprà far fronte in modo efficace all’emergenza fino alla sua cessazione».

E sul fronte della sanità territoriale, le cosiddette cure intermedie?

«Le nuove misure consentono da oggi (leggi ieri mercoledì 1° aprile) l’apertura di 16 posti presso la “Don Gnocchi” di Marina di Massa e, cosa significativa, anche l’avvio del secondo piano della “Don Gnocchi” di Fivizzano con 20 posti letto. Si tratta di un atto di estrema importanza, perché dà unarisposta forte anche alle esigenze di una terra così colpita come la Lunigiana. Inoltre, è stato preso formalmente l’impegno dal Presidente della Regione al mantenimento dei posti letto a Fivizzano anche dopo l’emergenza. Un gesto significativo, perché va a ribadire l’importanza dei presidi ospedalieri della Lunigiana e a rafforzarne la funzione».

In questi giorni sta emergendo il problema del contagio nella Rsa. Ne avete parlato, con Rossi?

«In questi giorni si sta constatando una diffusione del contagio nelle Rsa, ove si concentra chiaramente una popolazione in prevalenza anziana. In tutte le Rsa dove è stato riscontrato anche un solo caso positivo, è ora obbligatorio procedere al tampone nei confronti di tutti i pazienti e di tutti gli operatori che vi lavorano. Inoltre, la Regione ha stabilito che in tutte le Rsa, anche in quelle in cui non sono stati rinvenuti casi positivi, si proceda allo screening sierologico di tutti gli ospiti e di tutto il personale. Un modo assolutamente efficace di limitare il contagio e di evitarne la diffusione. Vorrei, poi, anche segnalare che nelle Rsa ove, purtroppo, si sono verificati anche non pochi casi positivi, la situazione appare sotto controllo, grazie all’organizzazione interna delle strutture che permette di separare in modo rigoroso i pazienti positivi dagli altri e, in alcuni casi, grazie anche all’ausilio di infermieri e medici della sanità pubblica, che stanno intervenendo, per precisa disposizione dell’Asl, a sostegno delle Rsa, comprese quelle private».

E gli alberghi sanitari?
«Stanno partendo, sia in costa che in Lunigiana, i primi alberghi destinati a ospitare, totalmente a spese dell’azienda sanitarial, sia pazienti positivi, che non hanno bisogno di cure mediche, sia il personale della sanità pubblica che preferisca non fare rientro negli ambienti familiari dopo il lavoro, sia il personale delle Rsa (tanto quelle pubbliche che quelle private) nell’ipotesi in cui sia risultato un caso positivo nelle propria struttura. Al momento c’è già la disponibilità di quasi 50 camere e, a breve, ne verranno rese disponibili altre».

Ci sono lamentele per la mancanza di dispositivi di sicurezza. Che succede?

«Martedì il presidente della Regione ha garantito che le mascherine e, più in generale, i dispositivi di protezione individuale (camici compresi) saranno disponibili per tutti i bisogni del nostro territorio. Questa è la richiesta di cui più si è sentito parlare durante l’emergenza e ora la Toscana è attrezzata per poter garantire l’approvvigionamento, non solo per gli ospedali, ma per tutti gli ambienti sanitari e affini, comprese la farmacie e le strutture socio-assistenziali del territorio (anche private). Un impegno preciso è stato assunto per i medici di medicina generale ai quali sarà intensificata, proprio per il ruolo chiave che svolgono in questa emergenza, la fornitura di kit di sicurezza». —
R.M.
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