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Sanificazioni, allarme dei Grig «O fatte bene o sono rischiose»
La presenza dell’ipoclorito di sodio messa sotto la lente d’ingrandimento «Sostanza pericolosa per pelle e occhi, col pericolo di contaminare le acque»
massa
«Le attività di sanificazione delle aree urbane possono essere controproducenti sul piano ambientale e sanitario se non effettuate correttamente». Lo afferma il Gruppo d'intervento giuridico in una nota in cui chiede formalmente chiarimenti all'amministrazione in merito alle operazioni di sanificazione delle strade portata avanti da Asmiu.
«Nel richiamare che, come noto, l’uso di ipoclorito di sodio, sostanza corrosiva per la pelle e dannosa per gli occhi, per la disinfezione delle strade è associabile ad un aumento di sostanze pericolose nell’ambiente con conseguente possibile esposizione della popolazione e degli animali, va sottolineato come tale utilizzo, qualora indiscriminato, sia in grado di nuocere alla qualità delle acque superficiali arrecando anche un danno alla vita negli ambienti acquatici, nonché alla qualità delle acque sotterranee qualora veicolato tramite acque di scolo non convogliate negli impianti di depurazione».
L'ipoclorito di sodio, come riportato anche dall’Istituto Superiore di Sanità, potrebbe infatti rivelarsi dannoso per le acque di fossi, corsi d'acqua e ovviamente del mare se non utilizzato con molta attenzione. La sua applicazione deve essere attuata “bagnando le superfici ma evitando ruscellamenti che trasportino la sostanza in significative quantità nel sistema fognario”; lontano da “fossi, fossati, corsi e specchi d'acqua”; preferendo “metodi di nebulizzazione” e mantenendo “adeguata distanza dalle colture”.
Per ottimizzare l’azione dell’ipoclorito di sodio l’impiego dello stesso è opportuno avvenga nelle ore di minore insolazione come quelle notturne e va evitata l’applicazione in caso di presenza di vento.
«Particolare attenzione - spiega il Grig - va data anche nelle aree servite da fognatura con trattamento di depurazione all’impatto che quantità eccessive di ipoclorito di sodio possono avere sulla funzionalità degli impianti biologici di trattamento delle acque, con conseguenze negative sulla qualità degli scarichi finali. L’ipoclorito di sodio in presenza di materiali organici presenti sul pavimento stradale potrebbe dare origine a formazione di sottoprodotti estremamente pericolosi, quali clorammine e trialometani e altre sostanze cancerogene volatili. Non è inoltre possibile escludere la formazione di sottoprodotti pericolosi non volatili che possono contaminare gli approvvigionamenti di acqua potabile».
L’associazione Gruppo d’Intervento Giuridico onlus auspica che «nel Comune di Massa – come in tutti i Comuni italiani – siano scrupolosamente osservate le prescrizioni contenute nelle linee guida Ministero dell’ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare – Ispra».
Altrimenti, la conclusione del ragionamento è che certe operazioni sia meglio evitarle perchè potrebbero essere un problema più che un vantaggio. «Se ciò non è possibile - conclude l'associazione ambientalista - è meglio evitare tali operazioni». —
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