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«Ho due figli splendidi ho paura per il loro futuro»
pontremoli
L’emergenza, vista con gli occhi di una giovane imprenditrice della moda Lunigiana, Mariapaola Tordini, titolare di Strano Boutique.
Come vivi questo momento?
Quando arrivò la notizia che dovevano chiudere le attività commerciali non essenziali fu un colpo al cuore. In quei giorni era arrivata la nuova collezione e, come tutti gli anni, avevo programmato la sfilata con le ragazze che sempre mi hanno sempre seguito. Avevo inviato gli inviti e avevo pronto il Salone del Palazzo settecentesco Dosi Magnavacca di Pontremoli. Il coronavirus è stato l'inaspettato, il male oscuro, quello che ti sconvolge i progetti di vita. Per un negozio di nicchia (e anche di qualità) come il mio, fondato sulla conoscenza personale delle clienti e sulle loro amicizie, chiudere in questo modo è stato traumatico.
Come si percepiscono le notizie dei boom dei contagi?
In Lunigiana sono tanti gli infettati rispetto al numero della popolazione. Forse paghiamo il fatto che siamo stati da sempre una terra di rapporti: scolastici, universitari, commerciali e turistici con il nord o, come diciamo noi, “dall'altra parte dell' Appennino”. E' la paura -tanta –che hanno tutte le terre di confine con i territori che sono in guerra. Perché questo virus è una guerra.
Il momento più difficile?
Ho due figli splendidi. Un piccolino vivace e una bimba che fa la quarta elementare. Quest'ultima iscritta agli Scouts e a una squadra di Basket. Vivace e piena di vita. Cosa resterà e che danni farà questa tragedia ai bambini e ragazzi? Ecco. Questa è la mia paura principale.
La speranza del futuro?
Credo che, mantenendo responsabilmente le misure di sicurezza, prima o poi, lentamente i risultati ci saranno. Credo pure nella scienza che troverà i vaccini. Voglio aggiungere che dovremo conviverci con questo virus e che tenderà a cambiare i nostri modi di essere. Mi preoccupa la tenuta sociale ed economica del paese. Mi chiedo: per quanto potremo tenere questo stato di isolamento? E a che prezzo? Ho notato una cosa, le rare volte che sono uscita per necessità: ci si guarda con diffidenza, quasi non ci si saluta più, il conoscente del quartiere è diventato un estraneo, si comunica esclusivamente sui social. Questo è un cambiamento epocale, non ritorneremo come prima.—
Alessandra vivoli
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