Il Tirreno

«Tre bare in una stanza alla casa di riposo»

luca signorini

Salvadori (Uil Fpl): «Alla “Galli Bonaventura” di Pontremoli la situazione sta per esplodere, sono tutti abbandonati»

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pontremoli

Alla Residenza sanitaria assistenziale “Galli Bonaventura” di viale Generale Tellini a Pontremoli ci sarebbero tre bare con anziani ospiti deceduti lasciate in una stanza, anche a terra, «una sappiamo essere lì da alcuni giorni», denuncia Claudio Salvadori, segretario Uil Fpl Massa-Carrara.

Il quadro che fornisce il sindacalista è drammatico: «Chi sta lavorando lì mi dice che la situazione sta per esplodere. Che nessuno ormai va a prendere i morti. Che è finito l’ossigeno, due pazienti hanno glicemie a livelli bassissimi che potrebbero portare a breve alla perdita di conoscenza; la saturazione dei pazienti è fuori controllo ma i medici si rifiutano di venire. Anzi, avrebbero addirittura chiesto ai lavoratori presenti di fare la terapia per telefono: ci sembra il caos più completo. E siamo preoccupati per la salute dei lavoratori e degli ospiti, tutti quanti letteralmente abbandonati a loro stessi in questo momento».

Va avanti Salvadori: «Ci sentiamo arrabbiati e impotenti perché abbiamo chiesto aiuti e risposte in tempi rapidi ma non sono mai arrivati. Sappiamo che qualcuno dei dipendenti ha provato a mettersi in contatto con la direzione della struttura in questione senza ricevere alcun riscontro. Silenzio che oggi ci fa preoccupare ancora di più. Anche di fronte a quelle che sono state le risposte elusive ed evasive dell’azienda Asl Toscana Nord Ovest».

C’è poi la questione legata gli infermieri inviati dall’azienda sanitaria in questa casa di riposo privata, in totale cinque, «come intervento assimilabile a quelli effettuati regolarmente a domicilio dai cittadini» aveva dichiarato l’Asl. «Ma non scherziamo – replica Salvadori - dove sta scritto che questi infermieri che lavorano attualmente nella Rsa in emergenza sono assimilabili al servizio di Assistenza domiciliare? Non è per niente lo stesso lavoro. E quali 5 operatori in più? La lettera di invito da parte dell’azienda sanitaria a dare una mano alla Rsa è arrivata a tutto il personale e ce ne sono andati due e su base volontaria». «Non capiamo neppure dal punto di vista assicurativo come siano tutelati se dovesse accadergli qualcosa in servizio – attacca ancora il segretario provinciale Uil Fpl - qui si cerca di tappare i buchi di un servizio sanitario al collasso, pubblico o privato che sia, giocando come sempre sulla pelle dei lavoratori e anche dei pazienti». Conclude Claudio Salvadori nella sua denuncia per una situazione che ha raggiunto i limiti del collasso: «Dobbiamo stoppare tutto, non si possono ormai garantire nemmeno le condizioni minime di sicurezza e igiene». —

luca signorini

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