Il Tirreno

le storie della quarantena 

«Disegni, tempere e nel fine settimana faccio le pizze con i miei bambini»

Alessandra Poggi
«Disegni, tempere e nel fine settimana faccio le pizze con i miei bambini»

Mamma Assunta racconta le sue giornate con i figli «Se sporcano pulisco, non importa, ma devono giocare»

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Alessandra Poggi / CARRARA

Tutti sappiamo come stanno vivendo questa quarantena Covid 19 i medici, gli infermieri e tutti coloro che sono in prima linea. Questo lo sappiamo bene. Ma non sappiamo come vivono le famiglie normali, quelle con i bambini a casa, come passano il tempo, ma soprattutto cosa si stanno inventando i genitori per alleviare la noia dei figli. Ve lo raccontiamo ascoltando il racconto di Assunta Monaco, la mamma di Francesco e Riccardo Capici. Abitano ad Avenza e non hanno né un giardino né un terrazzo.

Ma come si dice: quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Proprio come fa mamma Assunta ogni giorno, che deve inventarsi sempre qualcosa di nuovo per non far annoiarne i suoi bambini, di sette e otto anni, e che da buoni fratelli ogni pretesto è buono per litigare fra di loro. Gaetano, il marito di Assunta lavora e non può esserle molto d’aiuto, così spazio alla fantasia: «la mattina i bambini si alzano verso le nove e mezza – racconta questa mamma – non andando più a scuola la sera vanno a letto più tardi, di conseguenza dormono di più. Francesco non sta soffrendo molto l’isolamento, ama leggere e guardare la televisione, ma Riccardo lo sente di più, spesso è nervoso e a volte piange. A me la situazione non pesa, amo stare a casa e vivere i miei figli. Gioco con loro, facciamo i compiti, guardiamo la televisione, facciamo insieme tanti giochi e tanti disegni. Nel fine settimana li coinvolgo e facciamo le pizze. Cerco in ogni modo di non farli annoiare. Nel nostro palazzo c’è una corte privata – prosegue Assunta – è quando le giornate sono belle li porto giù a giocare in bicicletta e a pallone. Riccardo e Francesco sono informati sulla situazione, vediamo assieme i telegiornali e sanno che non possiamo uscire. Oltre ai compiti una volta alla settimana gli faccio fare anche la lezione di catechismo, andiamo avanti con il programma sui dieci comandamenti, e la sera preghiamo per tutti i medici e le persone che stanno lavorando e per tutti quelli che si sono ammalati. Noi siamo fortunati perché stiamo bene. L’allenatore di calcio ci ha anche mandato un video su come costruire una palla con la carta così si possono allenare con i palleggi. L’unico problema è che spesso litigano, ogni pretesto è buono, e quindi è tutto mamma, mamma, mamma, ma è normale. Allora io li metto sul divano e giochiamo a farci il solletico. La giornata è lunga ma cerco di non farli annoiare. Hanno molti giochi, spesso costruiscono qualcosa con le costruzioni, come per esempio il Titanic e poi si divertono a distruggerlo proprio come è accaduto a questa nave. Francesco ha inventato un gioco, lo chiama il gioco della banca – prosegue Assunta – è ambientato nella realtà e quindi non ci possono essere contatti, così facciamo finta di dover prendere dei soldi, ci telefoniamo per prenotarli e poi andiamo al bancomat».

Insomma, spazio alla fantasia: «sì – dice ancora mamma Assunta – i bambini inventano tanti giochi e per fortuna non sono una fissata, quindi possono usare tempere, colori, pennarelli, quello che vogliano. Se sporcano pulisco, non mi importa. Se è per questo sono sempre a pulire perché loro mangiano poco ma spesso e quindi sono sempre a lavare i piatti. Mio marito mi rimprovera perché non li metto in lavastoviglie, ma così faccio prima e se mi serve qualcosa è già pronto In questo periodo ai bambini sto dando molte vitamine in modo che siano pronti per quando torneranno alla vita di tutti i giorni».

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