In coda per ore davanti alle Poste A Marina una mattinata da incubo
Il serpentone di gente si snodava fino oltre la pineta. Qualcuno si lamenta: «Troppe chiusure, è chiaro che ci sia caos»
Irene Rubino / carrara
Una mattinata che molti ricorderanno. E che altri hanno già archiviato come una delle pesanti pagine legate all’emergenza coronavirus.
È la mattinata della maxi coda alle poste di piazza Nazioni Unite: è cominciato ieri il pagamento della rata di aprile 2020 delle pensioni, nonché degli assegni e delle indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, anticipata dall’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei ministri del 19 marzo; proseguirà fino al 31.
Ieri è stata la volta dei cognomi in A e B.
Ma, oltre alle pensioni, in coda si sono ritrovate anche tante persone che avevano altre commissioni da sbrigare, pagamenti, raccomandate, pacchi da spedire insomma una giornata di normale amministrazione che, considerate le code, la distanza da rispettare e l’obbligo delle mascherine, è diventata quasi una odissea.
La fila delle poste di Marina faceva il giro di tutta piazza Nazioni Unite: si entrava due per volta, in coda a distanza di un metro l’uno dall’altro. La coda per i bancomat era snella, quella per gli sportelli molto, molto più lunga.
«Siamo preoccupati, chiaramente – rivela Antonella Bernardini – con un rischio di contagio così alto. Soprattutto al pensiero che intorno a noi ci sono persone che lavorano al supermercato, in farmacia, in ospedale, al contatto con moltissime persone. Credo però che l’organizzazione del servizio sia stata buona. È la prima volta che vengo alle poste dall’inizio della quarantena, esco poco da quando è cominciata. Mi prende lo sconforto quando metto il naso fuori di casa, il morale è basso. Ho perso mio marito da poco, quindi già prima avevo poca voglia di uscire; adesso anche meno. Speriamo quest’epidemia passi presto».
Si respira un certo malumore, un’aria di apprensione, anche se tutti rispettano le regole e stanno in coda ordinatamente.
C’è poca voglia di parlare, molta diffidenza verso gli altri. La quarantena sembra indurire gli animi. Qualcuno si ferma a fotografare la coda e si allontana.
Tutti, però, rispettano le regole.
«Io faccio la mia coda tranquillamente – dice una signora che preferisce rimanere anonima – non sono particolarmente angosciata, basta mantenere le cautele e rispettare gli altri. Vengo alle poste per la prima volta oggi da quando c’è questa situazione drammatica, ma ormai mi sono abituata a fare lunghe code al supermercato».
Ricorda l’importanza del rispetto delle regole anche un’anziana in bicicletta in fila da tre quarti d’ora.
«Vivo da sola, ho perso mia figlia che aveva 22 anni ed è stata portata via dalla leucemia, e più recentemente mio marito che aveva l’asma ed è stato stroncato da una banale influenza- racconta - Per questo so quanto sia importante rispettare le regole e sono rigorosissima nel farlo. Forse più persone dovrebbero sapere cos’è la malattia, quella vera, cosa significa. Allora diventerebbero più ligi alle norme. Io credo che se gli italiani avessero rispettato le misure previste dai decreti non sarebbe successo nulla, e noi non saremmo stati toccati così fortemente dall’epidemia se i lombardi non si fossero spostati da queste parti quando non dovevano».
Il servizio di erogazione delle pensioni, intanto, è andato avanti per tutta la mattina, , seppure lentamente.
«Sono già stata alle poste da quando è cominciata la quarantena, ma l’ultima volta c’erano solo tre persone. Forse è stato un errore chiudere le poste di Avenza saturando così quelle di Marina- continua la signora senza scendere dalla sua bicicletta - E naturalmente l’orario limitato alla mattina e la chiusura pomeridiana aumentano il rischio di code».
Insomma una prova generale, quella delle aperture ridotte, che ha creato non pochi disagi. Domani si replica, sperando che l’afflusso agli sportelli sia inferiore.
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