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emergenza animali

Colonie di gatti senza cibo, l'allarme di Sos Randagi

Alessandra Poggi
Colonie di gatti senza cibo, l'allarme di Sos Randagi

I volontari dell'associazione non possono più uscire dal comune di Carrara per occuparsi dei felini  a Marinella

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CARRARA. Lancia l’allarme l'associazione "Sos randagi": le ultime restrizioni che impediscono di oltrepassare i confini dei comuni, mettono a rischio la vita delle colonie di gatti che si trovano proprio oltre quei confini. Parliamo di zone come Fiumaretta e Marinella che, fino a prima della restrizione, venivano regolarmente raggiunte dalle volontarie per sfamare i gatti. Insomma, un doppio problema. Da una parte i gatti da sfamare, dall'altra il rischio di beccarsi una multa salata o ancora peggio una denuncia per non aver rispettato le prescrizioni previste per ridurre il contagio da coronavirus.

Così l'associazione “Sos Randagi in queste ore sta contattando le forze dell'ordine per capire come risolvere il problema, ma ad oggi non ne è ancora venuta a capo. Per la nostra polizia municipale, infatti, non ci sono problemi, ma potrebbe essere diverso se a fermare le volontarie fossero polizia, carabinieri, guardia di finanza o i vigili urbani oltre confine. Come ci fanno sapere da “Sos Randagi: «A spostarsi – spiegano le volontarie – è una sola persona e una solo volta al giorno, ma temiamo di prendere una multa o una denuncia. Non vogliamo derogare alle norme, purtroppo, però, non abbiamo persone che possano fare il ponte oltre confine e che si possano occupare delle colonie. Non possiamo fare morire di fame i gatti ma se ci ferma qualcuno è un problema».

Farsi sostituire da qualcuno oltre il confine di Carrara è anche la proposta che avanza all’associazione l'assessora al sociale e agli animali Anna Galleni, che dopo aver sentito la nostra polizia municipale spiega: «Per quanto riguarda la municipale non ci sono problemi , ne ostacoli agli spostamenti dei volontari che vanno a sfamare le colonie, non sappiamo però se questa giustificazione scritta in autocertificazione sia accetta dalle forze dell'ordine (polizia e carabinieri) e dalle autorità di oltre confine. La soluzione migliore quindi sarebbe che le volontarie contattassero associazioni simili di oltre confine e concordassero – conclude l’assessora Galleni - una collaborazione, affidando a loro le colonie». Ma “Sos Randagi “sostiene che quella soluzione non sia praticabile: «Ci siamo sempre occupati di queste colonie – dicono – perché oltre confine hanno colonie in esubero. Abbiamo provato a cercare volontari che vadano al nostro posto, ma non troviamo nessuno. Una delle nostre volontarie, quella che si occupava di Marinella, non può più andare perché abita a Luni e resta fuori dal confine per cinquecento metri. Una situazione assurda che non riusciamo a risolvere a meno di non rischiare in prima persona una multa e una denuncia, ma non possiamo lasciare che i gatti muoiano di fame». —

 

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