Il Tirreno

Protesta degli autisti per le sanificazioni Bus fermi per un’ora, poi il servizio riparte

Libero Red Dolce
Protesta degli autisti per le sanificazioni Bus fermi per un’ora, poi il servizio riparte

Durante il cambio turno non arrivano gli addetti alle pulizie. Il presidente di Ctt Nord Zavanella: ci sono sigle irresponsabili

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Giornata di tensione al deposito Ctt Nord di via Catagnina nel primo pomeriggio. I dipendenti si sono fermati per una parte del pomeriggio perché non erano state fatte la sanificazioni ai mezzi tra il cambio di un turno e l’altro. Non si è trattato di uno sciopero ma di una fermata. Alle 16.30 i mezzi sono usciti perché si è trovata una soluzione con dei kit di pulizia che gli stessi autisti possono utilizzare. La polemica però non si fermerà: dopo gli attacchi di questi giorni da parte sindacale, il presidente Riccardo Zavanella risponde: «Da loro parole irresponsabili, alcune sigle stanno facendo sciacallaggio. L’azienda ha dato i dispositivi a tutti e la carenza purtroppo riguarda il paese».

Sono intervenuti anche i carabinieri ieri pomeriggio, chiamati dagli stessi dipendenti per segnalare che non si trattava di uno sciopero, con la conseguente interruzione di pubblico servizio. Eventualità che avrebbe potuto sollevare anche delle conseguenze penali. I lavoratori sono rimasti in deposito, pronti a partire quando avrebbero avuto rassicurazioni sulle sanificazioni da fare. Nei giorni scorsi la cooperativa che ha in appalto il servizio aveva lavorato, ma a quanto riferiscono i lavoratori ieri non si sarebbe fatto vivo nessuno.

«Domani (oggi per chi legge, ndr) speriamo di potere effettuare il servizio senza nessuna problematica. L’azienda pare non abbia le idee chiare su come sanificare. Ci sarebbe da chiedere come mai non c’erano gli addetti alle pulizie in deposito e sono arrivati solo alle 16.15. Prima ci hanno detto che dovevamo pulire da soli con il kit, che è arrivato alle 15.45. Poi sono arrivati i dipendenti della cooperativa che si occupa delle pulizie. Speriamo che sia chiaro che la situazione va gestita con serietà», dice Leonardo Fazzi, della Cgil.

I lavoratori hanno anche accusato in questi giorni l’azienda di una gestione molto fumosa sulla disponibilità dei servizi di protezione individuale. Che sono stati consegnati dal sindaco Francesco De Pasquale lunedì. Ma secondo i rappresentanti dei lavoratori ci sono stati dei ritardi non motivati nella consegna.

La polemica è nata nei giorni scorsi riguardo anche agli ormai famigerati autobus K1, quelli che servono la montagna. Sono mezzi molto piccoli dove il problema del contatto tra passeggeri e autista esiste non avendo a disposizione ingressi posteriori.

E così da una parte i sindacati hanno sostenuto, in un comunicato congiunto di lunedì pomeriggio, che l’azienda avesse le mascherine e non le distribuisse. Di tutt’altro segno il resoconto che fa il presidente di Ctt Zavanella: «Le mascherine appena sono arrivate sono state date. E loro, inspiegabilmente, si sono rifiutati di prenderle, creando una situazione surreale. A noi le mascherine non costano nulla, non c’è alcun sacrificio al dio denaro dei lavoratori. Semplicemente è molto difficile reperirle in questo momento e stiamo dando priorità ai settori più esposti: chi guida i K1 e i dipendenti che stanno in officina che lavorano vicini». —

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