Il Tirreno

L’APPELLO 

«Mia figlia fa l’infermiera, datele le giuste protezioni»

La lettera di una madre: perché le aziende e le grandi firme come Versace e  Cucinelli non pensano  a produrre quanto necessario? 

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA

«Sono la madre di un’infermiera di uno studio medico di base– comincia così la lettera di mamma Antonella – Mio marito ed io stiamo vivendo questo momento con la consapevolezza che nostra figlia ogni giorno, quando esce per recarsi al lavoro, oltre alla preoccupazione per se, ha paura di portare a casa quel maledetto virus. Lei si preoccupa per noi e immaginate quanto noi ci preoccupiamo per lei! Pensiamo a quante famiglie che hanno i propri cari che lavorano nell’ambiente sanitario vivono questo momento così difficile senza un abbraccio, parlandosi a distanza anche in casa, addirittura mangiando separati per la paura di poter essere causa della malattia di propri cari. È strano non poter abbracciare il proprio figlio, pensateci». «Chiediamo per questo, alle aziende che lavorano nel settore del tessile come produttori di biancheria per la casa abbigliamento moda o quelli che fanno i famosi divani degli “artigiani della qualità” di mettere a disposizione la propria professionalità ed i propri macchinari, per produrre mascherine ed altri ausili (camici calzari e altro). – continua la lettera – Siamo sicuri che gli operai di tanti aziende sarebbero orgogliosi di cambiare la produzione in un momento simile per aiutare i medici infermieri OSS e tutti quelli che devono lavorare (forze dell’ordine, operai e tanti altri) fornendo loro le giuste protezioni. Abbiamo appreso che in alcuni paesi asiatici stanno lavorando anche nelle carceri per fare le mascherine e potremmo fare la stessa cosa anche qui in Italia. Purtroppo in Italia, mancando le mascherine il virus si può propagare molto velocemente e anche il personale ospedaliero è a rischio di ammalarsi e di fare ammalare i propri cari allargando l’epidemia». «Dobbiamo pensare questo- conclude - se si ammalano medici e infermieri che ci curerà se capiterà anche a noi di ammalarci? Chiediamo anche alle grandi firme della moda da Versace a Cucinelli e a tutti gli altri, di dare il loro contributo, non solo soldi che servono per macchinari per la rianimazione altro, ma di organizzare le loro aziende per il materiale tipo mascherine e camici. Le mascherine servono ora: il più presto possibile». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino