Il Tirreno

Coronavirus, il primario del pronto soccorso: "Scatta il ricovero per l'80% dei pazienti positivi"

Chiara Sillicani
Coronavirus, il primario del pronto soccorso: "Scatta il ricovero per l'80% dei pazienti positivi"

Alberto Conti, dell'ospedale delle Apuane, racconta come funziona il lavoro. E sottolinea come molti pazienti negativi al tampone siano comunque trattenuti 

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MASSA. Risponde al telefono con la voce di chi corre da ore, di chi sa che anche due minuti sono preziosi. Sono un’infinità di tempo quando c’è un’emergenza. Alberto Conti è il primario del pronto soccorso dell’ospedale delle Apuane e lui la fotografia della situazione l’ha ben impressa nella mente: quelli che arrivano con i sintomi, quelli che hanno bisogno di tampone. I positivi, i negativi. La paura. I controlli, le Tac, i ricoveri. Una fotografia che invecchia in fretta però, perché il quadro è in continua mutazione. Minuto dopo minuto. Ambulanza dopo ambulanza.

Dottor Conti, quanti tamponi sono stati eseguiti complessivamente?

«A stamani (leggi ieri ndr) ne abbiamo fatti 296 dll’inizio dell’emergenza. Inizio che viene datato al 24 febbraio anche se qui l’esplosione dei casi è arrivata il primo marzo».

E quanti sono i tamponi con esito positivo? «

Ci tengo a precisare che i dati che fornisco potrebbero invecchiare rapidamente, in ogni caso, nel momento in cui parlo (ieri mattina), i pazienti risultati positivi sono stati 120. Sono stati sottoposti ad esami diagnostici, Tac in particolare e in molti è stata diagnosticata la broncopolmonite. Quindi è scattato il ricovero nel reparto di malattie infettive, peneumologia o medicina. I pazienti più gravi (che hanno bisogno del respiratore ndr) vengono invece ospitati in rianimazione. Per parlare in percentuale, potrei dire che nell’80% dei casi scatta il ricovero, mentre il 20% dei pazienti positivi ha quadri clinici tali da consentire la permanenza al domicilio».

E lei saprebbe dirci quanti sono i pazienti attualmente ricoverati in rianimazione?

«In questo momento (anche in questo caso il dato è riferito alla mattinata di ieri) si tratta di 28-30 persone circa».

I pazienti che risultano negativi al tampone vengono sempre rimandati a casa?

«No, non è così. Anche tra chi è risultato negativo ci sono stati dei ricoveri. Ci sono pazienti negativi a cui è stata diagnosticata comunque una broncopolmonite, a loro verrà quindi ripetuto il tampone per accertare che la positività al Covid-19 non emerga in un secondo momento».

Com’è la vita in pronto soccorso? Avete problemi con i turni?

«No, ce la facciamo. Devo ringraziare il personale per quanto e come sta lavorando. Tutti a lavoro, con massimo impegno. Devo dire che complessivamente gli accessi in pronto soccorso sono calati. Siamo passati da una media giornaliera di 150 accessi circa, ad una media attuale di 50-70 accessi. È vero, però, che in questa fase tutti gli accessi sono per situazioni gravi e impegnative».

Si parla di dispositivi di sicurezza, com’è la situazione in pronto soccorso? Gli operatori hanno tutta la dotazione?

«Attualmente sì. Devo dire che da due o tre giorni tutto il personale in servizio al pronto soccorso è dotato dei presidi. Presidi quasi perfetti. Dico quasi perché la mascherina non è proprio perfetta rispetto alle esigenze, ma gli operatori sono comunque protetti».

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