Italia
Schermi al bancone e deserto in strada Il dramma dei commercianti ad Aulla
All’edicola: «Chi ci aiuterà a risollevarci?». E al tabacchino le protezioni non fanno passare il timore
AULLA. Anche ieri mattina il deserto era praticamente totale ad Aulla. Un affresco reso ancora più grigio dal tempo meteorologico. D’altronde, il decreto del presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, per arginare il contagio da coronavirus vuole tutto chiuso, a parte i servizi pubblici essenziali quali supermercati, alimentari e farmacie.
Ma anche le tabaccherie si sono salvate dalla serrata e ieri mattina ci siamo recati presso la tabaccheria ubicata nelle immediate vicinanze del Demy Hotel, in via Resistenza.
Alla titolare Carla Silvestri abbiamo chiesto come sta vivendo questa situazione, in considerazione del fatto che la propria attività non rientra fra quelle che devono chiudere. «Male, anzi malissimo, il terrore è reale», ci risponde subito da dietro uno schermo di plastica trasparente realizzato ad hoc per schermare il più possibile il contatto con la clientela.
«Mio marito ne sta facendo un altro di schermo e lo metteremo in quella parte di bancone dove si raccolgono le puntate al lotto e al superenalotto. Fortunatamente c’è da dire che la clientela è molto disciplinata. Qui entrano uno per volta e hanno quasi tutti la mascherina» aggiunge Carla Silvestri.
Usciamo dalla tabaccheria di via Resistenza per dirigerci verso il centro storico e Aulla ci appare simile in tutto e per tutto alle immagini televisive del resto d’Italia. Pochissime persone in giro, sempre di più con la mascherina sul volto. E sguardi assolutamente inediti che si incrociano, quelli di bambini impauriti e smarriti.
All’altezza della farmacia San Severo, sempre in via Resistenza, troviamo alcune persone in più. Entrano ed escono in modo molto sfuggente, quasi come se non volessero farsi vedere. Ma è nel centro storico di Aulla che l’atmosfera torna ad essere da film post apocalittico. Praticamente nessuno in giro. La nostra destinazione è l’edicola accanto ai giardini, dove troviamo soltanto il titolare Stefano Sassi, al quale poniamo la stessa domanda fatta alla tabaccheria. Di clienti nemmeno l’ombra ed è questo il problema.
«Non viene nessuno», esordisce subito Stefano Sassi, il quale esibisce la pila di giornali del giorno invenduti. «Ho diversi clienti ai quali mettevo via il giornale prima dell’emergenza coronavirus. Ora non vengono più a prenderlo, hanno paura ad uscire e non vengono più. E poi mi piacerebbe tanto sapere se ci aiuteranno a risollevarci quando tutto questo sarà finita», conclude in preda allo sconforto. Perché questa è una tragedia vera. Una tragedia non solo sanitaria, ma anche economica. E se il picco dell’epidemia potrebbe essere raggiunto presto, come tutti sperano, si ha la sensazione che si è soltanto all’inizio per quanto concerne il calo dell’economia. Usciamo dall'edicola e ci troviamo nuovamente immersi nell'inedito e irreale silenzio che caratterizza questi giorni. Con in più un colpo d’occhio davvero straniante. Saracinesche abbassate ovunque e il loro colore scuro. —Gianluca Uberti
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