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Coronavirus, lo sfogo di Martina, infermiera di Massa: "C'è chi sottovaluta, ma per chi sto rischiando?"

Coronavirus, lo sfogo di Martina, infermiera di Massa: "C'è chi sottovaluta, ma per chi sto rischiando?"

Martina Benedetti si fa una fotografia e racconta il difficile lavoro che si fa al Noa: «Senti sciogliere il viso sotto la mascherina»

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MASSA. Gli ospedali sono off limits per ovvi motivi in questi giorni. E difficilmente si può immaginare lo sforzo immane che tutti - infermieri, oss, medici e personale in genere- stanno compiendo. Ad aprirci una finestra su quel mondo è un’infermiera del Noa, Martina Benedetti, che con un post sul suo profilo Facebook riesce, con una bella capacità di raccontare, a fotografare un dramma. E mantenere viva una speranza..

«Caldo, afa .... sensazione di respiro corto, goccioline di sudore che cadono dal viso, un viso che senti sciogliere sotto la maschera FP3, gli occhiali di plastica, la visiera , la cuffia; avvolto da un camice impermeabile magari di due taglie in più perché la tua non c'è, sotto questi strati un corpo che deve muoversi, deve essere veloce e scattante, deve compiere manovre in urgenza... ". Il paziente va intubato", "sta desaturando", "è ipoteso", corri, continui a sudare, prepari il farmaco con due paia di guanti che ti limitano i movimenti abitudinari delle mani , sudi ancora e ancora dopo ore passate così non hai respiro ma non puoi bere, non puoi riposare, non puoi fare pipì vestito in quel modo. In tutto ciò l'ansia di poterti contaminare facendo i gesti che per abitudine facevi prima, questa ansia fa da sottofondo ad ogni manovra, ogni pensiero, ogni azione che devi compiere, devi ripeterti costantemente di non poterti più toccare la testa se l'elastico per i capelli ti fa male, se ti prude il naso sopporti, se hai quel rebreathing insopportabile nella tua mascherina ci continui a respirare dentro ancora e ancora e finisci il tuo lavoro».Queste le condizioni descritte da Benedetti. Un lavoro massacrante.

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Poi la riflessione: «Lavorare in una situazione del genere e trovare ancora in rete video e messaggi che sottovalutano il fenomeno, sentire di mercati aperti, di nuovi assalti ai supermercati mi fa porre la domanda: "ma per chi sto rischiando ogni turno che passa, ogni ora della mia vita il contagio?».

Abbiamo tagliato alcune parti del bel post di Martina. Concludiamo con le sue parole. «Cerchi la forza che hai dentro, ti guardi allo specchio e ti ricambia lo sguardo un viso che non sembra nemmeno il tuo tanto è stanco e segnato. Con quel viso dovrai tornare a casa a fine turno dalla famiglia, esausto, con il fardello sulle spalle della responsabilità».

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