«Servono soluzioni per chi lavora nel settore lapideo»
carrara. Preoccupazione e necessità di soluzione per i lavoratori del settore lapideo.
«In questi giorni di emergenza Covid-19 raccolgo molte lamentele di lavoratori del settore lapideo che non sono messi in condizione di stare a 1 m di distanza secondo le disposizioni del decreto ministeriale per evitare la diffusione del contagio - si legge nella nota della Fillea fimata dal segretario generale Leonardo Quadrelli.
«In particolare le situazioni più critiche sono sull’accesso in cava su jeep quasi sempre zeppe di lavoratori, stazionamento in capanne/spogliatoi angusti e luoghi/refettori/mense dove consumare il pasto troppo stretti rispetto al numero dei lavoratori presenti.- continua - Come Fillea CGIL Massa Carrara invitiamo le aziende che non lo fanno ad avere più sensibilità riorganizzando il lavoro nel pieno rispetto della sicurezza sul lavoro e consentire sempre la distanza di 1 m imposta dal decreto. Questo sopratutto bisogna fare per evitare il diffondersi del contagio».
«Quindi - prosegue - invitiamo urgentemente i rappresentanti dei datori di lavoro e l’Asl a concordare congiuntamente, ma velocemente soluzioni per superare le problematiche sopra esposte. Magari decidendo l’obbligatorietà ad accedere in cava, alle mense e spogliatoi a turni e a far sanificare giornalmente questi locali da aziende specializzate. Non siamo d’accordo a interrompere il diritto e il servizio mensa consegnando un panino ai lavoratori, come si vocifera, non si risolve così il problema; casomai sarebbe meglio rimodulare o ridurre in un unico turno l’orario di lavoro previo accordo aziendale».
«Siamo un paese in emergenza sanitaria - si chiude la nota - e dobbiamo essere tutti conseguenti adottando anche misure a discapito della produzione per salvaguardare la salute di tutti noi e dei nostri cari». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google