Italia
Il tribunale vuoto, zero udienze Ferri: «Sospendere l’attività»
il duro lavoro di vigilanti e addette alle pulizie
In un tribunale deserto tutti gli occhi sono puntati sulle figure più importanti a presidio del palazzo: le due infaticabili guardie giurate all’ingresso, che smistano i flussi all’ingresso secondo le nuove direttive e le addette alle pulizie che sanificano aule e ambienti. E per una volta, là dove “la legge è uguale per tutti”, non è un giudice, un pm o un avvocato quello a cui rivolgersi per sapere se oggi si troverà giustizia.
«Due per volta, senza assembramenti e cercando di rispettare la distanza di un metro, signora». Sono costretti a dirlo più volte all’ingresso i vigilanti che devono fare rispettare le disposizioni. Un compito ingrato da svolgere per la sicurezza di tutti. E se qualcuno all’ingresso protesta, le guardie sanno che essere ligi al dovere è fondamentale. E fanno la loro parte.
E se mercoledì il tribunale pullulava di avventori, ieri non s’incontra un’anima tra le aule. Diserzione collettiva, forse accogliendo anche l’astensione proposta dall’Ocf fino al 20 marzo degli avvocati.
Pm e giudici sono nelle loro stanze. E in quello strano vuoto il carrello con i disinfettanti, il secchio e lo straccio sono quasi l’unico segnale di vita. Ricordano l’importanza dell’igiene per la salute pubblica, un mestiere complicato e spesso ignorato in un contesto così riguardevole. Mentre tutti defezionano c’è chi rimane a contenere il rischio, a garantire il servizio. Dovremmo ricordarci più spesso di questi lavoratori e lavoratrici.
Intanto dall’onorevole Cosimo Ferri, deputato di Italia e componente della commissione Giustizia della Camera, arriva un appello: «Le linee guida del Csm sull'emergenza Coronavirus sono da non sottovalutare, occorre sospendere l'attività ordinaria degli uffici giudiziari, garantendo ovviamente servizi essenziali ed urgenze». In qualche modo, Massa, s’è regolata da sé.—
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