Il presidio
Giovane chiama il 113 «La zia vuole investirmi»
massa. A sentire lui quella al volante non è la classica, placida, affettuosa, protettiva zietta. «Pronto, polizia? Presto venite, c’è mia zia che vuole investirmi con l’automobile».
Non l’abusata immagine dell’idillio familiare, ma una scena ben più frizzante e inattesa quella che ha raccontato un giovane residente ai Poggi al centralino della questura.
Una discussione ancora in atto, dissapori anche antichi che vengono dissotterrati. E il rombo della piccola utilitaria della combattiva zia come arma retorica di fine discussione. Che volesse stenderlo sull’asfalto, senza troppo stare a ricamare tra botta e risposta, è la versione riportata del ragazzo. Non perfettamente collimante a quello dato dalla donna.
Lei invece sostiene che la discussione con il nipote c’è stata e che si sarebbe difesa rifugiandosi in macchina. Cosa ben diversa da quella raccontata dal nipote. E anche lei ha chiamato il numero della polizia, con le due chiamate che si sono praticamente sovrapposte. I poliziotti dovranno stabilire cosa è davvero successo. —
L.R.D.
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