La lotta dei viaggiatori per i biglietti non rimborsati
Decine di richieste sono arrivate in questi giorni allo sportello Confconsumatori L’avvocata Galloni: «Si tratta di un impedimento indipendente dalla volontà»
Sempre più casi di viaggiatori che decidono di non partire o sono costretti ad annullare i biglietti per via del Coronavirus e che non vengono rimborsati dalle compagnie aeree. I motivi per annullare sono tanti: tutela altrui e personale, paesi dove atterri e finisci in quarantena, preoccupazione. E ora a decine si sono rivolti allo sportello di Confconsumatori per ottenere i rimborsi e l’associazione sostiene che secondo il codice della navigazione i passeggeri ne avrebbero diritto.
È un braccio di ferro che è cominciato da qualche giorno e che vede già coinvolte diverse persone anche nella provincia di Massa-Carrara. C’è ad esempio il caso di un uomo che ha rinunciato al volo verso un paese estero e ha chiesto alla compagnia il rimborso del ticket precisando che non sarebbe partito per via dei problemi legati alla diffusione del virus. Ma di quei soldi non ha visto nulla e gli hanno restituito solo le tasse aeroportuali.
Non è l’unico caso. Un’altra signora è stata piuttosto previdente e ha avvertito con più di un mese di anticipo la sua compagnia aerea della possibile rinuncia. Con il volo previsto per aprile si è dunque informata allo sportello informazioni e si è sentito dire che se dovesse rinunciare, come da suoi intenzioni, perderebbe per intero il valore del biglietto.
«È bene allora chiarire – spiega l’avvocata Francesca Galloni di Confconsumatori – quanto prevede l’articolo 945 del Codice della navigazione: “Se la partenza del passeggero è impedita per causa a lui non imputabile, il contratto è risolto e il vettore restituisce il prezzo di passaggio già pagato”. La previsione normativa si adatta pienamente a quanto sta accadendo a causa del diffondersi del Coronavirus e a tutte le relative conseguenze. E i passeggeri ne possono usufruire a prescindere dalla finalità del viaggio. Il passeggero può rinunciare al viaggio purché lo comunichi alla compagnia al più presto. Infatti lo stesso articolo, al terzo comma, prevede che “al vettore deve essere data tempestiva notizia dell’impedimento”. Ai passeggeri che intendono rinunciare al biglietto, quindi, consigliamo di informare subito la compagnia aerea». Bisogna chiarire che, a detta di Confconsumatori, per verificarsi le condizioni per un rimborso non si deve essere per forza in presenza di un caso di un paese estero di destinazione che ha chiuso le frontiere con l’Italia. «Secondo noi non ci deve essere per forza il caso della chiusura delle frontiere. Un viaggiatore può decidere, per via del Coronavirus, di non andare in Spagna, Francia o anche in Italia non è una causa imputabile al passeggero. Si parla di “cause non imputabili al consumatore”, l’emergenza attuale non crediamo che sia attribuibile a chi rinuncia. E perciò chi ne fa richiesta dovrebbe vedersi rimborsato l’intero biglietto ». —
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