Il Tirreno

a pontremoli 

Sulla gestione sanitaria girandola di accuse maggioranza-minoranza

Riccardo Sordi

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La vicenda “corona virus” scalda gli animi, ed oltre ad interessare la sanità allarga i propri confini ed infiamma anche la politica. Ne è un esempio Pontremoli dove rappresentanti dell’amministrazione criticano l’atteggiamento tenuto dalla Regione e i due gruppi di minoranza che, a loro volta, criticano il comportamento dei membri della giunta Baracchini.

Il primo ad aprire le danze è stato il vicesindaco, Manuel Buttini cheaccusa il governatore Enrico Rossi il quale non vuole «sentir parlare di seguire l’esempio di Emilia e Liguria nell’approntare misure precauzionali più incisive che frenino quanto più possibile l’avanzata del Coronavirus verso i nostri territori».

Infatti dopo aver accompagnato, mercoledì mattina, i volontari della Protezione Civile al Pronto Soccorso dell’ospedale per montare la tenda del Pre-Triage, Buttini ha avuto «la percezione che non siamo ancora per nulla pronti per affrontare un eventuale emergenza. Aa mio avviso sarebbe stato opportuno adottare provvedimenti più restrittivi al fine di prevenire e contenere un eventuale contagio» Un’opinione a cui si aggiunge quella dell’assessore con delega alla salute Clara Cavellini «è fondamentale rallentare la diffusione evitando il più possibile contatti diretti con altre persone. Potrebbero non esserci i posti letto di rianimazione e malattie infettive, sufficienti per curare la fase acuta»

Aqueste affermazioni hanno replicato i consiglieri di minoranza: sia quelli del Pd (Francesco Mazzoni, Elisabetta Sordi e Matteo Bola) che Umberto Battaglia de “L’altra Pontremoli”. «È un comportamento gravissimo e irresponsabile quello del vicesindaco Buttini e dell'assessore alla sanità Cavellini; il sindaco prenda posizione immediatamente e smentisca». Seconda la minoranza, dall’amministrazione «anziché dare messaggi chiari e pratici per aiutare la popolazione a comprendere e a gestire al meglio il rischio dell'infezione da Covid-19, lanciano un allarme generalizzato e scatenano la preoccupazione e il panico». I consiglieri sottolineano quindi come «evocare misure di chiusura totale, come avviene per le zone che presentano effettivamente focolai, è una posizione grave, che sostiene il panico». —

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