Il Tirreno

È Giacomo Bugliani l’uomo da battere per le elezioni in Regione. La Lega pensa a Barabotti nel listino

Libero Red Dolce
Una seduta del consiglio regionale
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Una seduta del consiglio regionale

Il Pd avanti con la campagna, da Carrara il nome di Roberta Crudeli. A destra pesa l’assenza dell’aspirante presidente

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Massa-Carrara. A circa tre mesi dall’ipotetica data (fine maggio) delle elezioni regionali c’è un’unica certezza: chiunque decida di candidarsi dovrà fare i conti con Giacomo Bugliani. La gentile testa d’ariete del Pd, mister tredicimila preferenze nel 2015, è l’unico che da tempo ha iniziato la campagna elettorale. E anche se i cavalli di razza non mancano negli altri campi, come vedremo, soprattutto il centrodestra rischia di pagare il ritardo accumulato e la mancanza di un candidato (o candidata) presidente.

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Bugliani ha aperto le danze con un evento di presentazione del candidato presidente Eugenio Giani il 26 gennaio scorso. L’approccio è top-down, dall’alto verso il basso. «Per riconquistare Massa e Carrara dobbiamo vincere la Regione con Giani». Non si dica che le idee non sono chiare.

I dem però non stanno costruendo un team di figuranti. C’è da rispettare la regola di genere: in totale quattro nomi, due donne e due uomini. Ed è il nome della consigliera carrarina Roberta Crudeli il primo ad affiancarsi a Bugliani. Consigliera comunale in ascesa, donna simbolo dell’opposizione alla giunta pentastellata e vicina all’associazionismo in sanità (è caposala in Oncologia, presidente del Volto della Speranza)e nel mondo della lotta alla violenza contro le donne.

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Il resto dei candidati dovrà venire fuori dalla direzione regionale. Uno dovrebbe farlo la cosiddetta minoranza interna, che in qualche modo gira intorno al presidente della Provincia Gianni Lorenzetti. Minoranza per dire, perché attualmente il partito è compatto. Nessun nome e cognome ma la certezza che dovranno venire dalla Lunigiana. Magari anche un quadro di partito.

Il partito di Matteo Renzi, Italia Viva, in Toscana ha deciso di mantenere l’alleanza con i dem. Puntando a un mix di esperienza e novità.

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Novità nelle continuità. Proseguendo il solco dell’impegno politico familiare, dalla Lunigiana arriva il nome di Alice Rossetti, figlia dell’ex consigliere (allora in quota Pd) Loris Rossetti. Sempre dalla terra dei Luni conferma per il nome del sindaco di Mulazzo Claudio Novoa. Per quel che riguarda la costa, molto attiva è l’ex assessora massese, al tempo in quota Lega ma poi “cacciata” dal sindaco Persiani, Eleonora Lama. Ma è ancora una suggestione. Il quarto, un uomo, arriverà in tutta probabilità dall’associazionismo.

Molto, ma molto più indietro la situazione della Lega, che stando ai sondaggi è il primo partito nazionale (ma non in Toscana). Manca il candidato alla presidenza e proprio oggi si riunirà il direttivo regionale leghista, perché sembra che sia il partito di Salvini a dovere fare il nome.

Tramontata l’ipotesi del sindaco di Grosseto Antonio Vivarelli Colonna, pare ancora viva la possibilità di una candidatura di Susanna Ceccardi che però trova delle resistenze interne. Ed è di queste ore l’ipotesi del medico lucchese Enrico Castellacci, celebre ortopedico e “campione del mondo” nel 2006 al seguito della nazionale di Lippi. Un camice in tempi di coronavirus può essere una buona idea. Se però fosse la rossa di Cascina a guidare la coalizione di centrodestra anche gli equilibri apuani ne risentirebbero. I vertici regionali sembrano disposti all’ipotesi di un posto nel listino bloccato per un candidato della provincia e il nome papabile, per ora, è quello del compagno della Ceccardi Andrea Barabotti. Massese e con incarichi nel partito regionale, Barabotti però rischierebbe di saltare se la candidata fosse Ceccardi. Ragioni di opportunità evidenti sconsiglierebbero un’intera famiglia in Regione. Inoltre non tutto il partito vede di buon occhio un ulteriore accrescimento dell’influenza della Ceccardi sul territorio.

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Da comporre il resto della squadra. A Carrara pare quasi certo il nome del coordinatore comunale Nicola Peruccini e poi mancherebbero le due donne. Circola l’ipotesi di Eleonora Cantoni, eletta a Massa. E in caso di rimescolamento delle carte su Barabotti, anche il capogruppo in consiglio a Massa Nicola Martinucci ha le sue chance. Poca esperienza ma una presenza in crescita.

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Abbastanza indietro anche Fratelli d’Italia. Qui però c’è la certezza che il front runner sarà il consigliere comunale di Massa Alessandro Amorese. E dalla Lunigiana si ventila l’ipotesi di Emanuela Busetto. Ma i nodi da sciogliere sono ancora tanti.

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Forza Italia deve fronteggiare la recente crisi di consenso. E dunque la parola d’ordine è: volti conosciuti. Pare probabile che si candidi Jacopo Ferri, una garanzia. Mentre sulla costa i più in vista sono i consiglieri eletti a Massa, Giovan Battista Ronchieri e il sempiterno Stefano Benedetti. Più complicato riempire la casella delle donne. —

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