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Partaccia, coppia di pensionati di Lodi in quarantena volontaria in un residence

Luca Signorini
Partaccia, coppia di pensionati di Lodi in quarantena volontaria in un residence

Sono i due casi accertati e sotto controllo dell’Asl. «Stanno bene». Si ipotizza che altre quindici persone siano qui dal Nord

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Alla Partaccia c’è una coppia, marito e moglie in pensione, 70 anni lui, 65 lei, residenti a Lodi, Lombardia. Due persone in sorveglianza attiva, anche se le istituzioni locali (Asl e forze dell’ordine) terrebbero sotto controllo altri soggetti (sembrerebbe una quindicina), perché provenienti dal nord Italia in questi giorni di contagio. È lapidario il sindaco di Massa Francesco Persiani: «Io non posso né confermare né negare, sono dati sensibili da trattare, quando dovremo comunicare qualcosa lo faremo. Facciamo tutti i passaggi necessari, il territorio è monitorato costantemente. Ritengo che in questo momento ci sia una percezione estremamente sbagliata della cosa».

La coppia di Lodi è l’unica presenza confermata: da venerdì 21 febbraio alloggiano in un residence lungo via delle Pinete alla Partaccia, il mare, ieri piuttosto agitato, dista una cinquantina di metri. Ma loro non lo vedono, forse sentono in lontananza lo sbattere delle onde. Perché sono reclusi nell’appartamento preso in affitto, non aprono le persiane, si sono auto isolati appena scoppiata la psicosi da coronavirus, appena emersi i casi di persone positive ai test. Comunque stanno bene: nessun raffreddore, nessun colpo di tosse, niente acciacchi o dolori, figuriamoci sintomi influenzali, figuriamoci Covid-19.

«Sono persone sanissime, hanno ottima salute – conferma Marco Lucetti di Ageparc, l’associazione dei campeggi – si sono messi a disposizione delle autorità fin da subito, l’Asl li monitora costantemente. I campeggi poi non c’entrano nulla: vorremmo evitare la cancellazione di tutte le prenotazioni per Pasqua». Aggiunge Mirco Lucetti, del Campeggio Italia: «Smentisco categoricamente la presenza dei suddetti ospiti nella nostra struttura e negli altri parchi che sono chiusi, quindi ci riteniamo estranei da tutte le notizie infondate che riguardano la nostra categoria». La coppia neppure è scappata dalla “zona rossa” che comprende una decina di comuni in provincia di Lodi, non sono fuggitivi, non rischiano sanzioni di rilievo penale. Perché il decreto legge emanato d’urgenza dal Governo ha istituito il cordone di sicurezza – un’area da cui nessuno può entrare e uscire, c’è l’esercito sul perimetro – tra domenica 23 e lunedì 24 febbraio. I coniugi già un paio di giorni prima erano alla Partaccia. Tra l’altro sono habitué del nostro litorale, lo conoscono bene, sono villeggianti affezionati: vengono a Marina di Massa d’estate in campeggio per un periodo più lungo, e almeno un paio di settimane d’inverno in case-vacanza, visto che fuori stagione la trentina di camping della zona (ad eccezione del Campeggio Italia) sono chiusi al pubblico.

Marito e moglie avevano programmato da tempo questo buen ritiro sulla riviera Apuana, lontano dal grigiore e dal freddo lombardo di febbraio. E una volta messo piede a Massa, in Italia è scoppiato il caos da epidemia, il focolaio di Codogno, i primi contagiati, la disinformazione diffusa. La coppia – zelante - si è comportata di conseguenza, utilizzando buon senso, obbligandosi alla auto-quarantena in un monolocale a un passo dal mare. Tv accesa, smartphone a portata di mano, giornali, partite a carte. Sguardi oltre le finestre ma senza mettere il naso fuori. Tanto che il cibo e i beni di prima necessità vengono portati alla coppia da Mirko Cavagni, figlio del titolare del residence, Carlo Cavagni (che si trova attualmente all’estero), dove sono imprigionati. Funziona così: i due reclusi scrivono su un biglietto la lista della spesa, lasciano il foglio di carta su un tavolo in veranda, avvertono con una telefonata la reception della struttura ricettiva, il figlio del titolare prende il foglio, manda qualcuno al supermercato, in negozio o altro, poi ritorna con i sacchetti di plastica e li lascia in veranda. La stessa procedura avviene per il passaggio delle banconote necessarie a pagare i viveri.

Vietati i contatti con i coniugi, che i sanitari tengono sotto stretta osservazione nonostante non presentino alcun sintomo influenzale, tantomeno da coronavirus, spauracchio di questi tempi. Chissà quando la coppia potrà ritornare nella loro casa a Lodi, dove adesso nessuno può rientrare. Chissà quanto durerà la loro vacanza da internati, quando potranno tornare alla normale vita sociale. —

altri servizi da pag. 2 a 8

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