Il Tirreno

Salvatore Calabrese s’insedia. È il nuovo questore di Massa

Libero Red Dolce
Il nuovo questore, Salvatore Calabrese
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Il nuovo questore, Salvatore Calabrese

Arriva da Bologna, è al suo primo incarico dopo la recente promozione. «Sono già stato in Toscana, amo la passione civile che c’è. Onorato di essere qui»

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Massa. «Bisogna amare i luoghi in cui vive, guardando con gli occhi di chi li ama e vivendoli con passione. E di voi toscani ho apprezzato molto la passione civile delle persone». Non sono parole prese dal taccuino di un letterato viaggiatore, ma l’impegno che il nuovo questore Salvatore Calabrese prende con l’assunzione del suo nuovo incarico. Una filosofia - «un metodo», dice lui - di lavoro per dare il massimo in ogni incarico.

Un incontro con il prefetto Antonio D’Attilio e poi la presentazione alla stampa per l’uomo che sostituirà il questore Giuseppe Ferrari. Per Calabrese si tratta della prima esperienza con questa posizione. Al suo fianco in conferenza c’è il capo di Gab inetto Alessandro Asturaro, anch’egli arrivato di recente in provincia.

Poliziotto dal curriculum vasto e con alle spalle esperienze operative in scenari diversi tra loro, Calabrese è un conoscitore profondo del complesso sistema della polizia di stato. Ha lavorato alla digos, alla mobile e alla stradale e ha alle spalle un’esperienza quinquennale a Pisa dal 2004 al 2009. «È stato un periodo molto intenso, con grande impegno nell’ordine pubblico. Quando siamo andati via con la famiglia da Pisa eravamo molto tristi. Lo stesso in questi giorni, lasciando Bologna. Sarà così quando andrò via da qui, sono sicuro che mi troverò bene. Ci metterò tutto l’impegno».

Calabrese, originario di Lioni (Avellino). Il passaggio è stato ufficializzato una decina di giorni fa dal dipartimento di Pubblica Sicurezza nell’ambito di un ampio movimento di dirigenti che coinvolge 14 città italiane, nelle quali arriveranno nuovi questori e una serie di direzioni di specialità. Calabrese è entrato in polizia nel 1990. Il suo primo incarico è stato alla Squadra Mobile di Reggio Calabria, prima di approdare come numero due nella polizia stradale di Avellino e dirigere il commissariato di Pubblica Sicurezza a Sant’Angelo dei Lombardi. Nel 2004 è stato trasferito a Pisa come dirigente della Digos, prima di arrivare nel 2009 alla Questura di Bologna, come dirigente della Digos.

«Posso dire quale sarà il mio approccio, perché è chiaro che sui casi singoli bisogna valutare. Ci sarà il massimo contributo possibile, vista l’importanza e la complessità degli obiettivi che ogni giorni ci prefiggeremo. Quello della sicurezza e della lotta al degrado è un tema impegnativo e complesso e ho la certezza che si possa raggiungerlo solo con sinergia a livello istituzionale. Non si può fare questa battaglia da soli: ci vuole un rapporto con i cittadini, le associazioni, i sindacati e insomma tutte le ramificazioni della società». —

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