Pertini, un osso troppo duro e Frugoli chiede scusa a Stella
Il consigliere rispetta la promessa e va a porgere omaggio al presidente socialista Persiani scrive alla sindaca: «Invitata all’inaugurazione di un luogo in memoria»
MASSA. Eh sì, diavolo di un Pert, ci sei riuscito di nuovo a mettere tutti d’accordo. Ci scuserà questa confidenza pop il presidente Sandro Pertini, ma la prendiamo in prestito dal più grande fumettista italiano - Andrea Pazienza -che nei suoi albi dipinse “l’ultimo esemplare d’una razza di uomini duri ma puri come bambini” con giocosa ammirazione. Quella che è mancata al consigliere leghista Filippo Frugoli in un volgare post su Facebook che alla fine si è risolto in una riconciliazione con la visita di ieri al paese natìo di Pertini per chiedere scusa. E con questa foto, la vedete di fianco, che chiude uno spiacevole incidente diplomatico che ha creato un imprevedibile ritorno sulle cronache del presidente più amato dagli italiani.
Lo aveva annunciato e ha mantenuto fede al suo impegno Frugoli: «Andrò a Stella (dove l’ex presidente è nato, ndr) per celebrare Pertini a 30 anni dalla morte». Una Canossa in sedicesimo per il giovane consigliere, che ieri ha posato insieme alla sindaca di Stella Marina Lombardi al termine dell’annuale commemorazione che la Fondazione Pertini celebra in ricordo del presidente partigiano.
Frugoli posa, un po’ irrigidito forse dalla presenza alle sue spalle di un piccolo pantheon pertiniano, ma non parla pubblicamente. Si è già scusato quando la bufera di critiche lo ha colto isolato nel fortino dell’attacco al presidente, abbandonato anche dall’amministrazione che subito prese le distanze. «Ho parlato velocemente con il sindaco Lombardi - spiega Frugoli - con la quale mi sono scusato a voce. Una persona tranquilla, che ringrazio per l’ospitalità».
Dunque Frugoli in Liguria è latore di un messaggio di riconciliazione ma le parole non sono sue. Porta una lettera inviata dal sindaco Francesco Persiani alla sua omologa di Stella. Una mano tesa a cancellare l’errore. Il contenuto ricalca quanto già espresso più volte dal sindaco: l’apprezzamento senza distinguo della figura e dell’operato di Pertini e l’invito a cogliere l’occasione per aprire un dialogo tra la comunità massese e quella ligure.
«Ho invitato la sindaca ufficialmente all’inaugurazione, quando sarà il momento, per l’intitolazione di uno spazio intitolato alla memoria del presidente Pertini», spiega Persiani. Molto probabilmente non sarà il ponte di Trieste, come da proposta dall’Associazione 31 Settembre che fece scattare il tremendo furore revisionista del leghista, ma quello di Liberazione.
Persiani invita a mettersi l’incidente alle spalle. «Non tutti il male viene per nuocere, dico adesso. È stata l’occasione in città per una riscoperta della figura di Pertini, con un dibattito e un incontro in Comune. Con la sindaca abbiamo comunione di vedute nel ritenere che certi temi vanno trattati con pacatezza e rispetto. È un’occasione per stringere un patto di amicizia con Stella».
Frugoli è inciampato suo malgrado su Pertini. Forse non immaginava che l’antifascista ateo anche dall’aldilà si sarebbe rivelato un osso così duro. D’altronde Giorgio Almirante, dopo il discorso d’insediamento al Colle di Pertini, riconobbe: «Ha costretto pure noi ad applaudirlo». Se fece battere le mani al repubblichino mai pentito e padre della destra post fascista italiana, ci sta che le scuse di Frugoli le avrebbe accolte con un tollerante sbuffo di pipa. «I giovani non hanno bisogno di prediche, i giovani hanno bisogno, da parte degli anziani, di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo». Parola di Pertini. Riesce a darli anche a 30 anni dalla morte.
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