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Ladro di pinoli finisce davanti alla Cassazione: condanna confermata
Nicolae Negrescu, 26 anni, nel 2012 aveva rubato alcune bustine alla Conad di Villafranca. Sconterà 4 mesi di carcere
Villafranca. Finisce davanti alla Cassazione un ladro di pinoli. E la Suprema Corte conferma la sentenza della Corte di Appello di Genova, che nel febbraio 2019 lo aveva condannato a quattro mesi di reclusione e 103 euro di multa, riducendo con le attenuanti generiche la pena già comminata dal tribunale di Massa, ovvero sei mesi di carcere e 154 euro di ammenda.. Protagonista della vicenda è Nicolae Negrescu, cittadino romeno di 26 anni, condannato dunque in via definitiva e non più appellabile sia per il reato di furto (articolo 624 del Codice penale) sia per il reato di violenza privata (articolo 610).
Il 26enne, in concorso con Iosif Ponta interessato da un separato procedimento, l’11 settembre del 2012, secondo i giudici “al fine di trarne profitto”, si è impossessato con la forza di 29 buste di pinoli di 100 grammi ciascuna di marca Conad, e di 12 buste di pinoli di 50 grammi ciascuna di marca Dream Fruit, per un valore complessivo sul mercato di 181 euro, “sottraendoli al legittimo proprietario”, ovvero Gianni Gasperini, responsabile del centro commerciale Conad di Villafranca in Lunigiana, buste di pinoli che erano regolarmente esposte per la vendita sugli scaffali del punto vendita del paese.
Negresco e Ponta, nonostante siano stati colti in flagranza di reato da parte delle forze dell’ordine avvertite dal responsabile del supermercato Conad di Villafranca, hanno sempre cercato di difendersi, Negresco per tutti e tre i gradi di giudizio, sostenendo anche che la merce sottratta fosse per uso personale. Ipotesi rigettata dai magistrati, visto il quantitativo di pinoli rubati, che hanno escluso “che la condotta posta in essere fosse diretta al consumo personale della merce sottratta, trattandosi di tre chili e mezzo di pinoli”, per un valore in denaro pari a 181 euro. “È stato altresì valorizzato che il furto era stato commesso in concorso con Iosif Ponta, il che dimostra una certa organizzazione, sia pure rudimentale”, scrivono ancora i giudici nella motivazione della sentenza in Corte d’Appello nei confronti di Negrescu, poi confermata il 7 febbraio scorso dalla Cassazione che ha tra l’altro condannato l’uomo al pagamento delle spese processuali. —
Luca Signorini
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