«Caro sindaco, i licei sono un progetto di ampio respiro»
Carrara. Nel dibattito del Tirreno sul futuro del centro, l’ingegner Cesare Giovanni Marchetti replica al sindaco in merito al trasferimento dei licei, non possibile secondo De Pasquale. «Le dichiarazioni del sindaco sull’opportunità di trasferire i Licei al centro - osserva Marchetti - denota una veduta concentrata solo sul breve termine, infatti l’amministrazione attuale ha davanti a sé solo due anni o poco più. Sarebbe necessario invece avere una visione a lungo termine per risolvere molti problemi cittadini. D’altra parte è molto evidente che riportare a Carrara centro alcune scuole non è una cosa che si può fare dall’oggi al domani e va inserita nel contesto generale di ridare vita al centro che sta morendo. Tuttavia se non si comincia ora ad avviare uno studio per indicare almeno qualche possibilità di incrementare la vita scolastica in città, tutto rimane una lettera morta». E aggiunge: «Ci sono tanti edifici storici a Carrara di notevole pregio, palazzi e palazzine costruiti nei primi decenni del 900 che sono ben meritevoli di un restauro, certamente se questo è possibile, in alternativa c’è la demolizione e l’eventuale ricostruzione. Il caso emblematico è il Politeama che fu il centro della vita cittadina, un teatro dove c’era anche tanta parte della storia della Città. Il sindaco dice che Carrara è sorta in una conca circondata da alte colline, ma non è detto che non si possano trovare degli spazi per le scuole (almeno per i due licei che rappresentano la cultura locale) ristrutturando qualche edificio e ne sono stati citati alcuni, oppure demolendo quelli non restaurabili, in modo da sfruttare così il loro spazio. Insomma studiando a fondo la conformazione e la viabilità cittadina, le caratteristiche degli edifici, sicuramente se ne possono trovare alcuni atti ad ospitare un liceo. Cito solo il palazzo ex-Coni (foto), la vecchia scuola media in via Sarteschi, che quando ero uno scolaro mi sembrava enorme, le palazzine di Monterosso dietro al monoblocco e poi il palazzo Saffi, che è semivuoto, cosa ne facciamo? È una delle opere che il famoso architetto Caselli progettò e non credo che vi siano i permessi per demolirlo. Poi ce ne sono degli altri da esaminare. Certi molti cittadini abitanti nel viale, ad Avenza e a Marina non accetterebbero uno spostamento dei licei al centro, ma credo che si possa fare anche un piccolo sacrificio per ravvivare il centro, altrimenti lo facciamo morire? Concludo dicendo che come ex allievo del liceo scientifico Guglielmo Marconi, mi piange il cuore vederlo accorpato con l’istituto tecnico Galilei; due scuole che hanno diversi scopi e culture». —
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