Il Tirreno

la polemica 

Wwf contro Lorenzetti «Seccare il lago di Porta non è la soluzione»

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montignoso. Parla di «sconcerto» Marcello Marinelli del Wwf Alta Toscana, dopo aver letto le affermazioni del sindaco di Montignoso Gianni Lorenzetti, confortate dal sindaco di Pietrasanta Alberto Giovannetti: «Si potrebbe pensare in estate di tornare a far seccare il lago». Dichiarazioni che per il Wwf «fatte in maniera troppo semplicistica senza peraltro averle condivise con quelle associazioni ambientaliste che nell’articolo si dice di voler coinvolgere nel gruppo di lavoro con gli esperti».

Il Wwf ripercorre le battaglie: «Ricordiamo che a disseccare il Lago di Porta ci aveva già pensato la società Acquatica proprietaria di una buona parte dell’area umida: fu fermata alla fine degli anni 90’ dall’intervento delle guardie giurate del Wwf che denunciarono i fatti e bloccarono il tentativo di edilizia speculativa per creare attività sportive. Si parla di un luogo che già dal 1970 era un’oasi avifaunistica e dal 1982 un’area protetta della regione Toscana, per poi divenire un sito di interesse comunitario anche per la presenza di avifauna protetta e rara come il tarabusino, così come ibis e falchi di palude, solo per citarne alcuni, per non parlare delle migliaia di rondini che utilizzano i canneti come luogo di sosta nelle faticose migrazioni in giro per il pianeta».

E chiedono maggiore coinvolgimento in futuro: «concordiamo sulla necessità di compiere studi sul lago e se la causa è da ricercare in eventi naturali non potremo che esserne felici, speriamo, comunque, di venire coinvolti quanto prima, insieme alle altre associazioni e comitati, per capire come si è arrivati ad escludere come causa di cattivi odori le altre attività antropiche presenti, tra cui discariche autorizzate e abusive e altri opifici industriali. Siamo altresì felici che si affronti in maniera scientifica il bilancio idrico di questa area umida così da poter arrivare a regolare nel miglior modo possibile la quantità d’acqua necessaria al lago, ma riteniamo dannoso arrivare a “seccare” il lago sia per la biodiversità che esso ospita che per le importanti funzioni ecosistemiche che svolge».

Infine un appello: «Ci auguriamo che arrivi una rettifica al comunicato e che quanto prima si coinvolgano le associazioni e i comitati per fare tutti i passi necessari per ampliare la protezione ad altre parti importanti dell’area, per il restauro di Casina Mattioli, agognato Centro visita, e per condurre analisi mirate sulle discariche presenti nella zona». —

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