Il Tirreno

Massa 

La mattanza delle capre nane. Quindici carcasse in un terreno

Luca Signorini
La mattanza delle capre nane. Quindici carcasse in un terreno

Operazione in un’area al confine con il Cinquale: per fortuna altri quindici esemplari erano ancora vivi. Il proprietario dovrà rispondere di maltrattamento di animali

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massa. Quando i carabinieri del Nucleo Forestale, i militari dell’Arma della stazione di Marina di Massa, gli operatori dell’Asl sanità animali e le Guardie Ecologiche del Wwf sono entrati in quel terreno al confine tra Massa e Montignoso, poco prima del Cinquale, l’orrore gli si è parato davanti gli occhi. Nell’area, riverse a terra prive di vita, c’erano una quindicina di capre nane: alcune erano morte evidentemente da parecchio tempo, visto lo stato delle carcasse in avanzato stato di putrefazione, altre invece avevano esalato l’ultimo respiro da qualche giorno. Nella tragedia, per fortuna qualche sorriso: perché un’altra quindicina di capre nane erano ancora vive, denutrite, caracollanti, non certo in perfette condizioni di salute, ma comunque vive, salve in quella carneficina.

La segnalazione di questo scempio al Wwf è arrivata da alcuni operai al lavoro non lontano dall’autostrada, che sentivano durante la giornata un tanfo tremendo provenire da quel terreno, di proprietà privata. Così è scattata l’operazione e la scoperta degli animali. «Il tutto è stato sequestrato e affidato temporaneamente alle cure delle Guardie Ecologiche del Wwf che ne curano la salute e l'alimentazione, compresa la pulizia dell'area per evitare infezioni, in attesa delle disposizioni della Procura di Massa-Carrara», dice Gianluca Giannelli del Wwf.

Il proprietario dell’area dovrà rispondere del reato di maltrattamento di animali. «Questa persona, incurante delle leggi in materia di benessere e maltrattamento animale, deteneva capre nane in condizioni precarie con penuria di cibo e acqua, molti animali sono morti e sono stati ritrovati in un'area degradata anche in avanzato stato di putrefazione in contatto con altri animali vivi e affamati», aggiunge Giannelli. È lui adesso che, in via temporanea, si occupa delle quindici capre rimaste vive alla mattanza, portandogli cibo e curandole almeno due volte al giorno. Ed è lo stesso Wwf, su disposizione dell’autorità giudiziaria che ha aperto un’inchiesta, che si sta occupando in questi giorni della sanificazione del terreno, dove è stato ritrovato cibo andato a male nocivo per le capre, e della sua ripulitura. In seguito, sarà la Procura a decidere il destino degli animali, che verranno affidati a chi se ne prenderà davvero cura tramite l’Asl sanità animali.

Chiude Giannelli: «Fatti del genere sono una vergogna che pone animali a sofferenze indicibili. Invitiamo tutti a segnalare le possibili situazioni che vedono animali in sofferenza alle forze dell'ordine, mentre le Guardie Ecologiche del Wwf sono contattabili al 360-234789. Chiediamo anche aiuto in termini di cibo e donazioni tramite Iban IT25K0503414055000000000025, intestato a Wwf Alta Toscana Onlus con causale Parco Ronchi». —

Luca Signorini
 

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