Il Tirreno

lutto in città 

Tanti all’ultimo saluto di Mauro Pennacchiotti il sindaco repubblicano

Manuela D’Angelo
Tanti all’ultimo saluto di Mauro Pennacchiotti il sindaco repubblicano

Nella chiesa di Borgo del Ponte cittadini e istituzioni Don Lorenzo: «Mise la sua vita al servizio degli altri»

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massa In tanti per l’ultimo saluto all’ex sindaco repubblicano Mauro Pennacchiotti, ieri pomeriggio nella chiesa di S. Martino a Borgo del Ponte. La famiglia di uno dei sindaci più amati di Massa è stata raggiunta da tanti cittadini che, nel corso della sua amministrazione, lo avevano seguito e apprezzato, e da tanti politici ed ex amministratori, che da Pennacchiotti, per molti aspetti, hanno preso esempio. Così, quando muore un ex sindaco non può mancare il gonfalone della sua città natale, proprio accanto all’altare. Un segno di grande rispetto e non possono mancare ad assistere le istituzioni.

Alla funzione c’era il sindaco di Massa Francesco Persiani, la neo vice presidente del Consiglio comunale, Lucia Borghini e il presidente della Provincia Gianni Lorenzetti.

Tra le persone che hanno voluto porgere l’ultimo saluto a Pennacchiotti, un altro ex sindaco di Massa, Roberto Pucci, e tanti personaggi che hanno, in qualche modo, contribuito alla politica locale della città: Elena Cordoni, Franca Leonardi, il repubblicano Giorgio Raffi, Giuliano Minuto, Massimo Bertozzi, Fabrizio Brizzi. C’erano rappresentanti delle associazioni e del volontariato. Una intera città pronta a dire addio al sindaco che firmò la chiusura della Farmoplant e che riuscì a formare, per la prima volta nella storia della città, una giunta anomala di assessori Dc, Pci,Pri e Psdi.

Nelle parole di don Lorenzo Corradini tutto l’affetto per un cittadino che «ha messo la sua vita al servizio degli altri». «La prima volta che conobbi Mauro – dice don Lorenzo dal pulpito – ero un giovane adolescente, che frequentava il le scuole superiori. Lui venne ad incontrarci, con il Prefetto e altre istituzioni, perché all’epoca c’era l’idea di acquistare la ex colona parmense accanto all’Alberghiero. Era il mio sindaco, poi divenne un mio parrocchiano».

«Un sindaco – ha ricordato don Lorenzo– è un cittadino che ha deciso di mettersi al servizio degli altri. Che ogni giorno cerca di fare il bene comune. Tutti noi, anche se non siamo sindaci, dovremmo essere un po’ così».

Sotto gli applausi il feretro è uscito dalla piccola chiesa di Borgo del Ponte. —

Manuela D’Angelo

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