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La provocazione della commerciante: «Dobbiamo battere il Carrara Virus»

La provocazione della commerciante: «Dobbiamo battere il Carrara Virus»

Prosegue il dibattito sul centro innescato da Il Tirreno: "D’accordo sullo studiare bene il piano dei parcheggi e vorrei una città a misura di bambino, di anziano e di disabile"

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Carrara. «Sono delusa dall’aver visto pochi giovani presenti e sempre i soliti a prendere la parola. Il piano parcheggi è argomento delicato che andrebbe studiato e valutato attentamente, invece negli interventi ho sentito prevalere interessi personali. Voglio una città a misura di bambino, di anziano e di disabile (vi assicuro che Carrara è quasi impossibile per chi soffre di tali problematiche), ma vorrei anche una Carrara internazionale e turistica, ricettiva, aperta. Vorrei ancora più eventi artistici, culturali e anche sportivi (il territorio ha grandi potenzialità, testimonianza il successo del “Grande Trekking”)»: a scriverlo è Silvia Hélène Alessandroni (Animosi Caffè).

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E aggiunge: «Sarebbe comodo avere dei parcheggi davanti ai grandi vasi di piazza Battisti, ma credo sia più logico lasciare spazio alla visuale del magnifico teatro Animosi, a discapito magari proprio anche della mia attività. Il bene pubblico deve essere messo prima del privato. Carrara ha bisogno di “respirare”, di nuove idee e di eventi anche durante l’inverno perché, come tutti avranno potuto constatare, le manifestazioni attirano gente. Tali eventi però non devono essere organizzati da un singolo privato, che magari “si batte le mani da solo”, ma essere frutto di collaborazione, se non tra amministrazione e privati, almeno fra privati. Dev’essere una cittadina appetibile per gli investitori e per questo gli affittuari dovrebbero rivedere le tariffe anziché tenere fondi sfitti a perdere valore. Il degrado si combatte illuminando, pulendo, controllando e questi sono compiti che spettano all’amministrazione. Al cittadino il dovere morale di far caso a chi non rispetta le regole e magari denunciare situazioni di spaccio o pericolo. La collaborazione tra cittadino, amministrazione e forze dell’ordine è d’obbligo. Tra esercenti bisognerebbe allearsi e creare, non lasciare spazio a futili invidie e gelosie».

 

Fa un elenco delle realtà esistenti e vitali: «I giovani ci sono, hanno creduto e investito, come per esempio Francesco dell'Antico Mulino Pandolfo, Aurora di Mind les Crêpes, Veronica della Bellezza del Marmo, Laura di estetica L’Aura, Jacopo di Adr, Alessandra del centro estetico di via VII Luglio, il pasticciere della nuova pasticceria Martinelli, Eliana del pub Grizzly e tanti altri. A questi giovani bisogna dare il diritto di parlare e confrontarsi. Carrara deve progredire, le idee di tutti sono le benvenute, ma chi meglio di un giovane imprenditore che ci prova e ha dipendenti da stipendiare può capire la situazione? Riprendendo un termine coniato dal grande Elvis Morelli, aggiungo che Carrara non deve temere il Corona Virus perché è affetta da malattia ben più grave, il Carrara Virus, fatto di odio, rancore, inutile polemica ed il negativismo più estremo. Carrara ha bisogno di amore e di persone appassionate. Da un anno e mezzo porto avanti una pagina Instagram riguardo Carrara: Discovercarrara, con la quale cerco di mostrare solo il bello del territorio, promuovo le attività commerciali e pubblicizzo eventi. La pagina al momento consta di oltre 1160 followers, e come detto tratta solo il territorio carrarese (e non è sponsorizzato). Chiunque può contattarmi per ricevere visibilità sulla pagina suddetta. Questo per ricordare che Carrara ha un potenziale immenso, sotto tutti i punti di vista, bisogna crederci ed impegnarsi a cambiare le cose».

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