Il Tirreno

Il mare d’inverno è inaccessibile. Ed è un’incognita il Piano dell’arenile

Luca Signorini
Il mare d’inverno è inaccessibile. Ed è un’incognita il Piano dell’arenile

I varchi per entrare in spiaggia sono quasi tutti pedonali I balneari lavorano per tenere aperti i bagni fuori stagione

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MASSA. Giorni d’inverno ma con il sole, e le spiagge si affollano. Il problema è che di questi periodi in spiaggia è difficile entrare, e pure uscirne. Mare inaccessibile, conviene guardarlo (se lo vedi) da lontano. C’è il rischio di restare intrappolati sull’arenile quando non è stagione turistica e gli stabilimenti balneari sono chiusi al pubblico. La questione dei varchi d’accesso, spesso dibattuta, è una questione che rimane aperta. E rimarrà aperta per non si sa quanto tempo ancora, almeno finché non verrà approvato un nuovo Piano dell’arenile, quello in vigore oggi ha più di quarant’anni, anche se nel tempo è stato modificato con varie revisioni, seppur parziali, l’ultima è del 1997.

«I varchi di accesso alla spiaggia sono collegati con il Piano dell’arenile, molti oggi sono solo pedonali e non permettono il transito dei mezzi di soccorso», ammette il delegato alla costa del Comune di Massa, Marco Amorese, che però nulla dice sui tempi e i modi per arrivare alla revisione generale della pianificazione su Marina, costola per nulla secondaria del regolamento urbanistico. Come per nulla secondario è il tema della sicurezza: quando non è stagione turistica, se qualcuno dovesse sentirsi male in spiaggia c’è da pregare nell’arrivo celere di un’ambulanza, il problema reale è che i mezzi di soccorso proprio non hanno lo spazio dove passare per arrivare sul bagnasciuga.

Dice Stefano Gazzoli del Consorzio Riviera Apuana: «Il tema del Piano dell’arenile è un’urgenza da affrontare, siamo però in una fase interlocutoria. In questo 2020 partirà il discorso con il Comune, che speriamo si concretizzi il prossimo anno». «Nel frattempo - prosegue Gazzoli - abbiamo avviato un confronto con la Capitaneria, con cui dovremo firmare un accordo al più presto, per lasciare momentaneamente aperti alcuni stabilimenti fuori dal periodo turistico, così da agevolare l’ingresso in spiaggia, sia per i pedoni che per i mezzi di soccorso. Ma dobbiamo entrare nel dettaglio della cosa. Il problema delle passate revisioni al Piano è che queste, una volta effettive, non hanno avuto efficacia in quanto sono andate in contrasto con l’urbanizzazione esistente, ovvero con le costruzioni già presenti, spesso proprio nei punti dove la revisione del Piano dell’arenile indicava l’ubicazione di un varco di accesso». Insomma, le carte e la realtà non coincidono, è questo il senso.

Da Poveromo alla Partaccia, sul litorale di Marina di Massa, le “aperture” verso il mare non sono molte, in via generale si tratta di viottoli pure nascosti e tortuosi. Ai Ronchi c’è l’accesso carrabile nella spiaggia comunale custodita, l’altro potrebbe essere quello in centro a Marina, davanti alla stazione dei carabinieri e al Lungobrugiano. Non ne abbiamo visti altri, magari è un nostro errore. Tra Ricortola e la Partaccia, per esempio, il mare d’inverno è off limits, ad eccezione del tratto di costa tra le ex colonie Ugo Pisa e Torre Fiat, visto che di fronte all’alberghiero la spiaggia non c’è. Va meglio a Poveromo: si entra sull’arenile di fianco al bagno Beppe, alla Bussola, al bagno Monia (via Poveromo), di fronte a Villa Ada. A Marina c’è piazza Kissinger: scese qui le scalette e arrivati sull’arenile, poi la spiaggia si interrompe al Frigido, per ritornare verso il mare c’è un piccolo accesso accanto al ristorante Lorens, quindi sui due lati del pontile, nel centro della riviera. Non sono concesse camminate lunghe sulla battigia, in sostanza. Il mare d’inverno è inaccessibile. —
 

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