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Calo del 90% al ristorante cinese E va deserta la cena di solidarietà
Tavoli vuoti a “Il Giardino di Giada”, aperto dal ’98 in via Resistenza ad Aulla Non va meglio alla serata di vicinanza organizzata da una cittadina: 8 le adesioni
AULLA. Complice una buona dose di ignoranza, la psicosi da coronavirus sta dilagando in tutta Italia, danneggiando le attività commerciali gestite da titolari con gli occhi a mandorla, in particolare i ristoranti cinesi. E anche Aulla non fa eccezione.
Infatti, c’è un’attività commerciale gestita da cinesi che sta passando davvero dei brutti momenti. Si tratta del ristorante “Il giardino di Giada” di via Resistenza, aperto dal 1998, alla cui guida c’è l’imprenditore Qiu Yixiao, che tutti chiamano Luca ad Aulla. Ebbene, a causa della assurda fobia collettiva da coronavirus, soltanto nell’ultima settimana il ristorante ha patito un calo della clientela del 90%. Significa che se un mese fa c’erano cinquanta persone sedute ai tavoli, ora ce ne sono cinque. Una situazione che sta avendo i suoi primi riflessi negativi sui livelli occupazionali, come spiega il titolare: infatti, Qiu Yixiao sottolinea di essere stato costretto a lasciare a casa una persona delle sei che lavorano nel ristorante. E pensare che questa attività si è insediata ben 22 anni fa ad Aulla ma, evidentemente, la qualità del servizio che è sempre stato offerto in questi anni non è bastato a tranquillizzare la clientela.
Alcuni clienti abituali si sono volatilizzati negli ultimi giorni. Fortunatamente, però, non tutti sono indifferenti alla situazione critica che sta vivendo il ristorante. Infatti, c’è una signora aullese molto conosciuta, la quale, però, non vuole essere nominata, che sta organizzando per stasera una cena al ristorante cinese, per cercare di venire incontro ai suoi titolari e per dare un segnale di inversione di tendenza culturale, per provare a fare qualcosa insomma. Il problema è che la signora è riuscita a coinvolgere solo otto persone alla cena di solidarietà e vicinanza. Un numero non certo alto, la spia di una situazione complessa a cui proverà a venire in soccorso l’amministrazione comunale, che parteciperà alla cena con il sindaco Roberto Valettini e alcuni consiglieri comunali.
C’è poi anche un’altra attività commerciale guidata da cinesi ad Aulla, ovvero il Theta Market di viale Lunigiana, dove si trova in vendita un po’ di tutto, ma non prodotti alimentari, che sta soffrendo di questa situazione, anche se non è vuoto come il ristorante di via Resistenza. È ormai chiaro a tutti che la psicosi da coronavirus si indirizza sulle attività commerciali cinesi dove a farla da padrone è il cibo, quindi ristoranti in particolare. Dove però, e dovrebbe essere superfluo sottolinearlo ma, purtroppo, non lo è, non vengono serviti nel piatto i famigerati pipistrelli cinesi, ritenuti il veicolo del contagio verso l’uomo del virus mortale, che sono in grado di ospitare fino a 137 virus senza venirne mai contagiati. —
Gianluca Uberti
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