Trasporto dei blocchi di marmo Esposto di un gruppo di cittadini
«Non viene rispettato il Codice della strada e non ci sono le minime misure di sicurezza e prevenzione», si afferma nella lettera inviata anche in Procura
carrara. Esposto di un gruppo di cittadini, inviato al sindaco di Carrara Francesco De Pasquale, al prefetto di Massa-Carrara e anche in Procura a Massa, sul trasporto dei blocchi di marmo da parte dei camion, “allarmati dalla totale indifferenza istituzionale, contraddistinta sia dalla mancanza assoluta di controlli che dall'attuazione di quelle misure minime di prevenzione”. Nella lettera si ricordano gli incidenti avvenuti a danno degli automobilisti, a partire dal più recente, quello avvenuto il 16 gennaio scorso alla rotonda di Turigliano, quando un blocco di marmo è finito addosso a un’auto in transito, sfiorando la tragedia. Poi gli episodi del 6 luglio 2019 sulla via Aurelia all'uscita della galleria della strada dei marmi, del 24 novembre 2017 in via Ilice, e sempre nel 2017 in via Dorsale a Massa, anni prima un’auto finita schiacciata a Dogana di Ortonovo.
“Quali provvedimenti sono stati adottati, se simili casi continuano a ripetersi in tutta la loro drammaticità? - si chiedono questi cittadini - non serve invocare l'adozione di nuove leggi, queste già ci sono. È il Codice della strada che non viene rispettato e che, ancor più gravemente, non viene fatto rispettare dagli organi preposti al controllo”. Prosegue l’esposto: “La densità media dei marmi apuani è di circa 2.700 kg/m3. Tanto per esemplificare un solo blocco da metri 3 x 2 x 2, pesa 32,4 tonnellate, se aggiungiamo le circa 15 tonnellate del camion, se ne desume che quel mezzo, quando trasporta un solo blocco, e il più delle volte ne porta due, è già semplicemente fuori portata. Questo in considerazione del fatto che detti mezzi d'opera speciali, a quattro assi e senza sponde possono trasportare una massa complessiva di t 40”.
Poi una serie di domande: “Dobbiamo lasciar perdere e starcene zitti, per non disturbare il lavoro dei massacratori delle Apuane e il loro business? Che cosa racconteranno le istituzioni a quella signora che con la sua auto è stata colpita dal masso a Turigliano? Che è stata fortunata? Per quanto concerne la distruzione delle strade e dei relativi sottoservizi (fognature, tubi dell'acquedotto, del gas) anche questo non è un costo per la collettività che si potrebbe evitare o meglio contenere, se si evitassero simili abusi? Sul fronte del “nero alle cave”, come sovente titolano le locandine della cronaca locale, siamo così sicuri che un carico superiore al consentito sia ininfluente nella conta di quanto abusivamente sottratto alla montagna?”.
Insomma, questo gruppo di cittadini, che si appella alle associazioni, ai gruppi di pressione e anche ai mezzi di informazione, si prende il compito “di reclamare, senza indugio, il rispetto delle leggi, soprattutto quando da queste dipende la sicurezza dei cittadini, la tutela dell'ambiente e il rispetto dello Stato di diritto, così come sancito dalla nostra Costituzione”. —
Luca Signorini
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