Il Tirreno

parla il presidente dell’evam stefano pileri 

«Rispettiamo l’ambiente valorizzando l’uso della plastica riciclata»

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Massa. In un’intervista a margine della premiazione del gioco del Tirreno e di Confesercenti “Caffè bollente” il presidente di Evam Spa, Stefano Pileri (foto), affronta il tema ambientale, sempre più d’attualità.

Presidente Pileri, in questo 2020 quali strategie Evam metterà in campo a sostegno dell’ambiente?

«Rispettare l’ambiente per Evam è una priorità e constatare che si sta sempre maggiormente diffondendo una coscienza e una consapevolezza ecologica è un fatto senza dubbio molto positivo. Tuttavia, spesso non viene posta sufficiente attenzione sulle modalità necessarie per risolvere il problema dell’inquinamento ma si tende ad individuare un capro espiatorio quale in questo caso la plastica, elemento, a mio avviso, oltremisura demonizzato. La normativa ambientale e specificatamente la direttiva europea sulla plastica monouso non vuole mettere al bando la plastica in tutte le sue applicazioni bensì mira a prevenire e contrastare i rifiuti marini. Infatti, la soluzione non risiede nella completa eliminazione della plastica dalla nostra quotidianità, bensì nell’utilizzo maggiormente consapevole attuando politiche di educazione e formazione per un uso intelligente di questo materiale. A nostro avviso, bisogna insegnare a non gettare oggetti plastici nell’ambiente, ma a riciclarli, considerato anche il fatto che la plastica è uno dei prodotti maggiormente recuperabili e riciclabili. La plastica infatti non finisce da sola lungo le nostre strade, nei nostri fiumi e nei nostri mari. Evam, nel rispetto delle normative europee, si sta adoperando, in collaborazione con i propri fornitori, affinché le sue bottiglie siano composte da una percentuale di plastica riciclata tra il 30% e il 50%, quantitativo massimo consentito dalla legge italiana. A ciò si aggiungono iniziative mirate a sensibilizzare il consumatore sul corretto riciclo, come il progetto “Il giusto riciclo parte da te!” inaugurato la scorsa estate in collaborazione con il Consorzio balneari Riviera Apuana e con Asmiu».

La plastica quindi va considerata una risorsa riciclabile al pari dell’alluminio e del vetro?

«Vetro e alluminio al pari della plastica sono riciclabili, tuttavia i contenitori composti di questi materiali vengono “promossi” come oggetti utilizzabili più volte, senza menzionare il fatto che in questo caso non vi sono le stesse garanzie a livello igienico e sanitario offerte dall’acqua imbottigliata in plastica sottoposta a stringenti controlli previsti dalla normativa vigente. In termini di impatti ambientali, invece, occorre ricordare come la plastica fonde a 150 gradi, l'alluminio a 660 gradi e il vetro a oltre mille determinando molte più emissioni in termini di Co2 a cui vanno aggiunte quelle determinate a livello logistico poiché la plastica trasportata sotto forma di preforma occupa uno spazio sui mezzi di trasporto estremamente inferiore rispetto a contenitori in alluminio e vetro. Un camion che trasporta un carico di bottiglie di vetro è composto da circa 40.000 pezzi, uno che trasporta un carico di preforme di Pet ne trasporta circa 1 milione, limitando di molto il trasporto su strada che genera inquinamento».

Esistono alternative comunque anche nel settore delle plastiche, come quelle biodegradabili.

«È vero, esistono anche questi tipi di plastiche che tuttavia, non essendo di facile reperibilità poiché sottoposte a brevetti costano molto di più di quanto generalmente il consumatore è disposto a spendere. A tutto ciò si deve aggiungere il fatto che i polimeri attuali non forniscano garanzie sufficienti di biodegradabilità. Oltre a ciò, non è immaginabile, almeno per il momento, una transizione verso questi materiali da parte di tutto il settore beverage poiché la qualità di contenitori in bioplastica non forniscono le medesime garanzie in termini di sicurezza alimentare rispetto a Pet e R-Pet. Credo piuttosto che il futuro sarà legato allo sviluppo di plastiche riciclabili come il R-Pet, anche se al momento occorre tempo affinché le tecnologie maturino, l'industria si organizzi e la normativa di riferimento si adegui». —



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