Il Tirreno

la prima fase 

A luglio venne fermato uno della gang, un operaio marmista

Sono 39 gli scooter ricostruiti tutti risultati oggetto di furti compiuti nel periodo aprile/luglio dello scorso anno e poi smontati pezzo per pezzo

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carrara. Al momento, sono 39 i motocicli “ricostruiti” con questo metodo d’indagine dai Carabinieri, tutti risultati rubati nel periodo aprile/luglio dell’anno scorso in varie località della Provincia di Livorno e di Massa-Carrara. L’inventario dei mezzi è tuttora in corso, in modo tale da poter procedere ad una successiva fase che vedrà la restituzione dei motocicli, o di quello che ne resta, ai legittimi proprietari che nel frattempo sono già stati individuati. Buona parte dei motorini già controllati dagli investigatori, inoltre, sono risultati radiati per esportazione, perciò sembrerebbe che siano stati acquistati da privati o da concessionari della zona, per poi essere spediti, via mare, verso il continente africano, dove vengono reimmatricolati e rimessi in circolazione. L’indagine dei Carabinieri è partita dalla segnalazione di un 17enne che si è presentato in caserma a Marina di Carrara per denunciare che due sconosciuti poco prima gli avevano strappato di mano il telefonino cellulare e si erano dileguati in sella a un ciclomotore.

A quel punto, i militari dell’Arma si sono portati nella zona industriale di Fossa Maestra, poco distante dal casello autostradale di Carrara, dove la comitiva del 17enne ha raccontato di aver visto allontanarsi i due ladri di smartphone.

Dopo aver fatto un giro di ricognizione senza notare nulla di strano, l’occhio dei Carabinieri di Marina di Carrara, al comando del Luogotenente Antonio Vita Carino, era caduto sul cancello di una ditta di spedizioni che stranamente era socchiuso, senza che ci fosse nessuno dei dintorni. I militari dell’Arma hanno voluto vederci chiaro, non potendo escludere che qualcuno si fosse intrufolato nelle pertinenze della ditta alla ricerca di qualcosa da rubare. Entrati nel cortile dell’azienda, i Carabinieri hanno scoperto che dietro alcuni container, al riparo da occhi indiscreti, due uomini di origine africana armati di cacciaviti e chiavi inglesi erano alle prese con un paio di motocicli, dai quali avevano già smontato le targhe e parte della carenatura. Uno dei due stranieri appena si è accorto della presenza delle divise è schizzato via come un fulmine, prontamente inseguito da un carabiniere che però non è riuscito a prenderlo. Nell'immediatezza i militari dell'Arma hanno accertato al terminale che entrambi i motocicli sui quali i due extracomunitari stavano armeggiando, risultavano rubati poche ore prima a Carrara e a Livorno, non a caso erano stati privati delle targhe in modo da ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa. Visto l’esito di quell’accertamento che aveva completamente smentito la versione del senegalese, per lui sono scattate le manette ai polsi per "riciclaggio" e "ricettazione". —

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