Il presidio
«Aumentare le risorse per i medici di famiglia»
Il segretario provinciale Fimmg: «Bisogna dare forza a screening e prevenzione» Cricelli: «In Toscana buon sistema sanitario, ma pochi progetti per il territorio»
massa. Nella provincia di Massa-Carrara i medici di medicina generale sono in tutto 130, 40 in Lunigiana e 90 in costa (Massa, Carrara e Montignoso), con un rapporto medico paziente uno ogni mille e duecento assistiti (escludendo la quota pediatrica). Il ruolo dei medici di medicina generale, comunemente definiti "medici di famiglia", è cresciuto molto negli ultimi anni perché costituiscono l’interlocutore continuo per il singolo paziente, spesso seguendolo per tutta la vita.
A Firenze nel mese di dicembre, presso la Fortezza da Basso si è svolto il 36° Congresso Nazionale della Simg – Società Italiana di Medicina Generale e delle cure primarie dal titolo “Progetti e strumenti per la Medicina Generale del futuro”.
«Certamente l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche, che rappresentano ormai l’80% delle patologie trattate sul territorio - dichiara il segretario provinciale Fimmg Massa Carrara il dottor Fabio Rizzo - dettano una nuova forma di assistenza. Si deve attuare una medicina di iniziativa e non di attesa per evitare che le cronicità diventino acuzie, il paziente deve essere informato che le cronicità si trattano all’interno di opportuni percorsi diagnostico terapeutici cui deve diligentemente aderire. Si deve riprendere con grande vigore a lavorare su persone sane, ovvero ridare corpo alla prevenzione, agli screening, all'attività vaccinale e agli stili di vita, unitamente alla medicina scolastica».
Il medico di famiglia conosce a fondo la storia clinica del suo assistito, ricorda tutto ciò che gli è accaduto e fornisce un supporto indispensabile per qualsiasi specialista, e potrebbe essere un valido aiuto per snellire il lavoro dei codici verdi e bianchi al pronto soccorso. «La recente riforma del Pronto soccorso -afferma il professore Claudio Cricelli, presidente Simg - non coinvolge come al solito la medicina del territorio. Con tutte le modifiche apportate, il pronto soccorso rimane il contenitore di riferimento di tutte le urgenze vere o, meno urgenti. É sommerso sia dai codici colorati alti gialli e rossi, ma sempre più di tutte le piccole ansie, le febbri, i malori, le ferite, i timori per sintomi che fanno paura ma che poi gravi non sono, ovvero i codici bianchi, verdi e oggi azzurri. Questo in realtà - spiega Cricelli - sarebbe il mondo dei servizi per l’urgenza sul territorio, fatti di strumenti e personale che, se solo gli venissero offerte le strutture, i mezzi e le risorse, potrebbero accogliere e risolvere a km zero questi piccoli problemi, che oggi possono richiedere molte ore di attesa negli ospedali ».
Sono sempre più numerosi gli individui vulnerabili e soggetti a diverse comorbidità. Le cause sono molteplici: la cronicizzazione di molte malattie, le nuove terapie in alcuni ambiti specifici, come per il diabete mellito o per le malattie infiammatorie croniche intestinali, l’aumento dell’età media. Le persone vogliono invecchiare in salute e se possibile, mantenere la propria autonomia, quindi sono sempre più urgenti politiche preventive.
«In Toscana abbiamo complessivamente un buon sistema sanitario - conclude Cricelli - ma non abbiamo progetti particolarmente significativi per la medicina del territorio. Tra l’altro i medici toscani sono tra i più virtuosi del paese, ma anche tra quelli meno pagati». —
Sara Lavorini
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