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«I racconti delle presunte violenze raccolti dalla mamma»
prato. «Era la fine dello scorso anno, quando un’assistente sociale del nostro Comune ci disse che aveva parlato con i ragazzi. Aggiunse, poi, che quello che era emerso da quei colloqui era agghiacciante».
La voce è ferma, il tono pacato, mentre l’assessore di Prato, Luigi Biancalani, ripercorre i fatti che hanno portato all’apertura di un’inchiesta, da parte della Procura, per abusi sessuali, anche di gruppo, ai danni di due ragazzi che, all’epoca dei fatti contestati, erano ancora minorenni.
Sono giorni difficili, anche per l’amministrazione comunale. La città del tessile è stata sconvolta da una bufera che vede nel mirino nove religiosi nonché membri dell’associazione di fedeli “I Discepoli dell’Annunciazione (poi sciolta nel dicembre scorso dalla Congregazione per gli istituti di vita consacrata della Santa Sede), guidata da don Giglio Maria Gilioli (anche lui tra gli indagati).
Tutti i dettagli di quelle presunte violenze sarebbero venute a galla, dopo circa una decina d’anni, per via di una “slatenizzazione”: un evento negativo, accantonato (e apparentemente dimenticato pure per lunghi anni) poi riemerso, all’improvviso.
«I racconti di queste presunte violenze – prosegue l’assessore Biancalani – all’origine sono state raccontate dalla voce della madre dei due ragazzi, che oggi hanno 21 e 27 anni, e uno dei quali era seguito dai nostri servizi sociali. In realtà, secondo quanto appreso, soltanto uno di loro è riuscito a raccontare quello che avrebbe subito dai religiosi, mentre l’altro è riuscito soltanto a confermare quanto riferito dal fratello».
Ed è così che l’ufficio dei servizi sociali del Comune di Prato si è trovato tra le mani, su fogli vergati d’inchiostro nero, parole pesanti come un macigno.
«Impossibili da ignorare – prosegue Biancalani – e così un responsabile dell’ufficio ha trasmesso quella relazione, dove era stato appuntato tutto con grande precisione, alla Procura di Prato».
E da qui è partita l’inchiesta che, tre giorni fa, è sfociata nella perquisizione delle tre ex sedi dell’associazione di fedeli “I Discepoli dell’Annunciazione”: a Prato, ma anche in Garfagnana e in Lunigiana con il sequestro, da parte degli uomini della Squadra mobile, di pc, diari, registri e pure materiale cartaceo e informatico. Per capire, se insomma, se tra quel materiale ci possano essere elementi in grado di supportare le accuse dei due fratelli che frequentavano l’associazione fondata da don Giglio Gilioli, 73 anni.
«Siamo tutti sconvolti – conclude l’assessore pratese Luigi Biancalani – aspettiamo che la magistratura faccia il suo corso e che le indagini arrivino a conclusione. Noi, come Comune, abbiamo fatto, per quanto possibile, la nostra parte. Ora tocca alle autorità giudiziarie». –
Martina Trivigno
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