Doveva essere di riposo, chiamato per un’urgenza
MASSA. E pensare che non doveva neppure esserci al lavoro, ieri, Renè Bertelloni; lo scrive un familiare su Facebook. Ma, aggiunge, è stato chiamato per un’urgenza, serviva personale: e purtroppo, era in agguato un incidente mortale.
La vita non era stata sempre facile per Renè Bertelloni. Lui l’aveva affrontata di petto, da combattente, sempre con il sorriso sulle labbra anche nei momenti più difficili non era mai finito a tappeto. Padre di tre figli, che aveva avuto da giovanissimo era cresciuto insieme a loro. Erano diventati grandi insieme dicono gli amici che conoscevano bene Renè e che ora lo piangono per quella fine così ingiusta.
Il lavoro in autostrada, nella A22, era arrivato dopo tante peripezie. Lui, che quando c’era da faticare non si tirava indietro, lo aveva accolto come sempre: con la voglia di rimboccarsi le maniche e con il sorriso. E, proprio lo scorso Natale dopo parecchi anni aveva cominciato a rimettere a posto la sua casa, in via San Giuseppe Vecchio. Un nuovo inizio, con ragazzi ormai più grandi e con la voglia di fare le cose per bene con la compagna che gli stava vicino.
A Massa Renè era un personaggio molto conosciuto: per la sua verve, per la voglia di divertirsi e di passare le serate fra amici.
La notizia della sua morte, così tragica, travolto da un tir nell’autostrada in cui stava lavorando, è stata un fulmine a ciel sereno per gli amici che lo avevano rivisto proprio sotto le feste di Natale e che avevano capito quanto fosse la sua voglia di ricominciare a vivere nella propria città, con tanto impegno, tanta volontà di guardare al futuro con serenità.
Aveva voglia di ricominciare, tutto era in divenire per Renè. La sua vita si è spezzata in pochi secondi. È morto sul colpo, accanto una piazzola della A22. La nuova vita per lui è durata davvero poco. —
A.V.
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