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il caso 

Corto circuito beni estimati: la mozione passa coi voti 5 Stelle e Pd, il sindaco esce

Irene Rubino
Corto circuito beni estimati: la mozione passa coi voti 5 Stelle e Pd, il sindaco esce

Il testo della maggioranza grillina, emendato da Roberta Crudeli, impegna il sindaco ad attivarsi per far approvare la legge 

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Carrara. I 5 Stelle presentano una mozione che impegna il sindaco a sollecitare la proposta di legge sui beni estimati in Parlamento, ma De Pasquale non la vota ed esce dall’aula al momento del voto finale. Il corto circuito o tra il primo cittadino e la maggioranza che lo sostiene è andato in scena martedì sera in Consiglio comunale. La mozione, illustrata da Stefano Dell’Amico, impone al sindaco di attivarsi per sollecitare la X Commissione attività produttive alla Camera all’avvio della discussione della proposta di legge sui beni estimati ed esortare il Presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani a fare lo stesso.

Il testo.

Nella mozione si osserva: «Preso atto della sentenza della corte costituzionale n. 228 del 2016 a seguito dell’impugnativa della legge regionale 35 del 2015, che individua nel Parlamento italiano l’unico organo istituzionale deputato alla definizione nell’ordinamento civile della natura giuridica dei beni estimati, come riportato in sentenza; preso atto della segnalazione dell’Agcom in data 24 novembre 2016 con il quale l’Autorità garante auspica un intervento del legislatore nazionale al fine di risolvere gli impedimenti al corretto dispiegarsi delle dinamiche concorrenziali attraverso un rapido esercizio delle proprie competenze in materia di ordinamento civile che riconduca i beni estimati ai beni del patrimonio indisponibile del Comune di Carrara; considerata la proposta di legge parlamentare d’iniziativa regionale, la Proposta di Legge al Parlamento 5 approvata all’unanimità dal consiglio regionale Toscano a prima firma Giannarelli ad oggetto la definizione della natura giuridica dei cosiddetti beni estimati; considerato l’alto peso politico espresso con il voto di approvazione all’unanimità della proposta di legge parlamentare d’iniziativa regionale, la Plp 5, in quanto tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale hanno concordato sulla necessità di definire giuridicamente i beni estimati come beni pubblici; considerato che la questione rappresenta una priorità per il nostro territorio, in particolare per il Comune di Carrara, che il marmo coinvolge tutta la comunità carrarese, che una decisione nel merito potrebbe avere risvolti importantissimi per tutta la collettività e che la questione dei beni estimati è pertanto di cruciale importanza».

Le votazioni

Il documento finale passa con 15 voti favorevoli, quelli della maggioranza e dei tre consiglieri democratici, Cristiano Bottici, Luca Barattini, Roberta Crudeli; il sindaco come detto sceglie di abbandonare l’aula. In sede di discussione, la maggioranza consiliare pentastellata accoglie l’emendamento di Roberta Crudeli (Pd) che precisa come già nel 2016 l’amministrazione Zubbani avesse auspicato l’intervento del legislatore nazionale: «Abbiamo preparato una mozione che andasse ai fatti, l’emendamento rappresenta un fatto e sarebbe scorretto da parte nostra non accettarlo», commenta il capogruppo grillino Daniele Del Nero. Ma il sindaco non ci sta: «Mi fa piacere che molti restino folgorati sulla via di Damasco, ma il mio predecessore la pensava diversamente ai tempi dell’accordo del 2008».

Andrea Vannucci, annunciando il voto contrario del proprio gruppo, lo bacchetta: «Mi complimento col sindaco per la coerenza, ma nell’accordo del 2008 non era scritto niente di simile. Piuttosto si stabiliva che, a prescindere dal regime dei beni estimati, i proprietari avrebbero pagato una tariffa, cosa mai successa dai tempi dei romani. Io tenevo conto dell’incertezza sulla proprietà dei beni estimati, lei invece era certo che appartenessero al Comune. Gli accordi sono saltati quando io non ero più assessore al marmo e la legge regionale è stata impugnata dal governo Pd. La mozione è debole e presta il fianco a strumentalizzazioni».

Il democratico Cristiano Bottici precisa: «L’indirizzo del Pd di Carrara è che i beni estimati siano ascritti al patrimonio indisponibile del Comune».

L’emendamento di Crudeli passa coi voti favorevoli di 5 stelle e Pd e il voto contrario del sindaco de Pasquale; astenuti Vannucci, Spediacci e Benedini di Insieme per Carrara.

Al momento di mettere ai voti la mozione definitiva, il sindaco abbandona l’aula; 15 i voti favorevoli di 5 stelle e Pd, tre i voti contrari dei tre consiglieri di “Insieme per Carrara”. —Irene Rubino

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