Sicurezza
«Intitolate a Settimia le statue a Campocecina»
carrara. Sono due le cose preziose che Maria Mattei e Open Centre, l’associazione che presiede, hanno regalato ieri al pubblico e a Carrara per celebrare la Giornata della Memoria di oggi: una promessa ottenuta dalle amministrazioni comunale e regionale e alcuni documenti di valore non solo storico, mostrati in anteprima durante l’incontro avvenuto al laboratorio di scultura Marmore, a San Martino. Passano gli anni, settantacinque oggi, eppure l’orrore, così tanto e tale da tenere serrata la bocca dello stomaco e impedire il respiro, compare ancora, nonostante il tempo e i tempi baumaniani “liquidi” del nostro tempo. Lo si legge chiaramente sul volto del pubblico, con il laboratorio di scultura Marmore affollato anche dei giovani studenti del liceo classico Repetti e del liceo artistico Gentileschi oltreché dei bambini della Marconi, presenti assieme ad alcuni insegnanti. «Cosa ci stesse succedendo noi lo sapevamo e non lo abbiamo capito»: dice Settimia Spizzichino mentre gli occhi del pubblico restano inchiodati e smarriti sullo schermo da dove, attraverso il documentario “Nata 2 volte: storia di Settimia ebrea romana”, Settimia racconta la sua storia. La deportata numero 66210 nel campo Auschwitz-Birkenau, l’unica donna sopravvissuta del rastrellamento del ghetto di Roma del 16 ottobre 1943 che si portò via, destinazione Auschwitz, 1259 persone delle quali ne tornarono appena 16, parla ancora e le sue parole rimbombano fra le pareti del laboratorio e si scolpiscono nella memoria. Si scolpiscono esattamente come le sculture nate dal Simposio del 2008, frutto dell’iniziativa dell’allora assessore Marialina Ulivi, insegnante del liceo scientifico con una vita intera dedicata alla cultura della pace: simposio a cui partecipò la scuola del marmo cittadina Tacca insieme a una dozzina di scultori internazionali. Oggi quelle statue popolano il Parco della Memoria a Campo Cecina, ma aspettano ancora un nome, anzi aspettano il nome di Settimia: nel 2008 infatti non erano ancora trascorsi quei 10 anni necessari dalla scomparsa di colui o colei a cui si desidera dedicare luoghi pubblici. «Oggi chiedo alle istituzioni, quella delibera che completi l’iter amministrativo», ha domandato Mattei al consigliere comunale Cesare Bassani e al consigliere regionale Giacomo Bugliani. «Venite al consiglio straordinario di domani (oggi, ndr)», ha invitato Bassani ricordando un membro della sua famiglia ucciso giovanissimo in un campo di prigionia. Bugliani ha ricordato invece un altro sopravvissuto, Sami Modiano, e un episodio toccante legato a un gesto d’amore della sorella di Modiano durante la prigionia: «La Giornata della Memoria è importante: io la vivo sul piano personale con grande sofferenza e ogni volta cresce la voglia di tramandare». Poi Maria Mattei ha mostrato alcuni documenti: «Quando io e mio marito abbiamo comprato casa nel centro storico di Carrara in soffitta abbiamo trovato dei libri in uso nelle scuole fasciste e dentro ci abbiamo trovato questo atto di sfollamento di una famiglia di Spezia a Carrara, e un certificato di non appartenenza alla razza ebraica: noi siamo stati anche questo». —
Francesca Vatteroni
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