Il Tirreno

«In testa la cultura, non i mattoni» 500 Caschetti Gialli per le scuole sicure

Luca Signorini
«In testa la cultura, non i mattoni» 500 Caschetti Gialli per le scuole sicure

Ieri in piazza i professori degli istituti superiori cittadini per protestare contro la condizione degli edifici scolastici

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La piazza è in subbuglio a Massa. Prima le cave, adesso le scuole. In mezzo le Sardine, ma in quel caso la spinta era nazionale. Cave e scuole: questi sì che sono problemi locali, della città, della provincia. Le persone snobbano i social e vanno in corteo, il 2020 si apre con uno spirito da barricata, in tanti ci mettono la faccia. Erano in 2000 i No Cav per protestare contro l’intero sistema cave, erano in 1500 gli studenti dieci giorni fa. E ieri fuori, in strada, sono scesi i professori, sostenuti dai ragazzi e dai loro genitori: almeno 500 (ma anche di più) Caschetti Gialli, l’elmetto di protezione da cantiere edile simbolo di scuole che cadono a pezzi, che crollano sotto il peso del tempo, dell’incuria e della mancata manutenzione, a cui evidentemente le istituzioni negli anni mai hanno pensato. E poi nessuno dimentica il recente cedimento di parte del solaio nella classe 3° B del liceo Pascoli di viale Stazione. Nessuno dimentica le impalcature che ormai hanno fatto la muffa all’alberghiero Minuto di Marina di Massa, e questi sono soltanto due esempi di quello che può essere definito un vero e proprio bollettino di guerra. Tra aule inagibili, termosifoni spenti, umidità, pareti scrostate, attrezzature inesistenti, studenti e prof che traslocano tra varie sedi per mancanza di spazi e di aria respirabile. Il significato del corteo di ieri (ma anche di quello promosso dagli studenti venerdì scorso) sta tutto nel mega striscione che apre la manifestazione in lenta marcia da piazza De Gasperi, di fronte al tribunale: “Insieme per una scuola sicura”. Sì perché le scuole, oggi, a Massa come a Carrara (vedi la situazione dello Zaccagna e dello scientifico Marconi, su tutti), nella gran parte dei casi non danno garanzie di sicurezza. Altri lenzuoli garriscono al vento in una giornata uggiosa. I docenti dell’alberghiero giocano con il nome della loro scuola: “dateci un Minuto”, “non perdiamo un Minuto”, ovvero scappiamo prima che qualcuno si faccia del male. Un altro, che dà il senso: “in testa la cultura, non i mattoni”. Caschetti Gialli uniti nella battaglia, fischietti, qualche slogan (“vogliamo scuole sicure”), applausi, confusione pacifica, per farsi sentire in un sabato pomeriggio in centro storico. Il serpentone di donne e uomini e ragazzi finisce la marcia in piazza Mercurio, così raccolta che faticano a starci tutti. Ci sono i prof del liceo musicale Palma, quelli del Salvetti, del Fermi, del professionale Barsanti, del Toniolo, del Meucci. Non manca il presidente della Provincia di Massa-Carrara Gianni Lorenzetti. Sventolano le bandiere dei Cobas, Cgil, Usb. Le forze della sinistra, i Carc, Rifondazione. E diversi esponenti politici: il consigliere regionale Pd Giacomo Bugliani, il parlamentare di Italia Viva Cosimo Ferri, Luana Mencarelli dei 5 Stelle, Andrea Bertucci della lista civica Persiani Sindaco, Dina Dell’Ertole di Alternativa Civica. Si fanno vedere in piazza ma dovrebbero anche farsi sentire nelle istituzioni: servono soldi per mettere a posto edifici che cadono a pezzi, prima che si consumi una tragedia. —

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