Meteo
“Spegniamo la guerra” pacifisti sotto la pioggia
Il maltempo frena ma non ferma il flash-mob al pontile di Marina di Massa Lenzuola bianche per dire no ai conflitti «che colpiscono sempre i più deboli»
massa. Il cattivo tempo non ha fermato il flash-mob “Spegniamo la guerra, accendiamo la Pace”, iniziativa legata alla giornata di mobilitazione internazionale contro le guerre, le dittature e a fianco dei popoli in lotta nel mondo promossa da Cgil, Anpi, Arci, Accademia Apuana della Pace, Legambiente, Pd, Left Rifondazione Comunista, La coperta della pace, Astrolabio, Sinistra Italiana, Sardine Massa Carrara, Mgs. Nonostante la pioggia, una trentina di lenzuoli bianchi (misti a bandiere colorate della pace e di Legambiente) sono stati appesi lungo i parapetti del pontile di Marina e le delegazione delle associazioni e enti aderenti come erano quasi tutte presenti.. Fabrizio Rocca, ex-sindacalista della Cgil, dice»: «Nessun maltempo poteva fermare questa iniziativa. La situazione è drammatica quando nascono focolai nel mondo perché non si capisce come possano svilupparsi». Paolo Gozzani, segretario provinciale Cgil: «La pace va costruita quotidianamente. C’è un conflitto per le risorse che il mondo non regge, stanno arretrando le democrazie e stanno aumentando sovranismi, odio, rancore. Siamo preoccupati per le nuove generazioni, perché la solitudine e la rabbia contro il più debole fa erigere i muri».
Alla ricerca delle lenzuola della nonna da appendere al pontile sono state un gruppo di donne appartenenti alla Cgil. Mery Almachewi ricorda con nostalgia quando «eravamo in più di 200 mila persone nell’ultima partecipazione di massa, ma ora le persone sono stanche e non credono più nei valori», mentre Isa Zanzanaini e Giuseppina Menchini sono convinte nel dire che «sono le donne in primis a non volere la guerra, hanno un Dna diverso dagli uomini». Marino Lippi della Proloco di Marina le sostiene e Grazia Lucchetti, del Coordinamento Donne dell’Accademia della Pace vuole ribellarsi al fatto che «la guerra arricchisce i più forti colpendo sempre i più deboli. E’ ora di dire basta». Graziella Tornaboni e Claudia Bologna si aggiungono al coro con i loro lenzuoli. Giorgio Benedini e Nicola Ravenna, si aspettavamo un po’ più di partecipazione, «il tempo non ci ha aiutato». Andrea Biagioni di Left cita la Costituzione: «L’Italia ripudia la guerra...». A tirare un po’ le fila di tutto è Luca Marzario, presidente dell’Accademia: «Facciamo di tutto per abolire la parola guerra dal dizionario, un’utopia che ci serve per evolverci come esseri umani». Adriana Riccardi presidente Arci Massa Carrara, ha aderito all’iniziativa ritenendola «di fondamentale importanza per i temi evidenziati in campo internazionale. La posizione che Arci ha sempre avuto è di contrasto ad ogni tipo di guerra e ci aspettiamo che alla fine del percorso ci possa essere una risposta chiara in tal senso». —
Daniela Marzano
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
