Il Tirreno

la vicenda dell’ex terrorista 

Pugno al vicino, Bompressi ai servizi sociali

Libero Red Dolce
Pugno al vicino, Bompressi ai servizi sociali

Sconterà la pena in un circolo Arci di Turano tre pomeriggi alla settimana per tre mesi. Il gestore: «Già collabora con noi»

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Nel circolo Arci di Turano Ovidio Bompressi, ex militante di Lotta Continua condannato per l’omicidio del commissario Luigi Calabresi, è di casa. Ed è lì che sconterà la pena di tre mesiper avere dato un pugno a un vicino di casa nel 2017, occupandosi come volontario dell’organizzazione di eventi culturali.

La prima sezione penale della Cassazione, dopo la camera di consiglio che si è svolta ieri, ha rigettato il ricorso della procura generale di Genova contro la decisione del 15 maggio scorso del tribunale di sorveglianza del capoluogo ligure che aveva ammesso l'ex militante di Lotta Continua all'affidamento in prova ai servizi sociali nel circolo Arci massese.

Bompressi, per tre pomeriggi alla settimana, con orari delimitati e stabiliti dal tribunale, si occuperà principalmente di progetti culturali e di accoglienza ai migranti. Non una cosa nuova per lui, che il circolo sull’Aurelia non inizia a frequentarlo certo da oggi.

Bompressi patteggiò la lite a tre mesi di arresto. «Una lite dell’aia», la definisce lo storico legale che lo assiste Ezio Menzione. La situazione allora fu aggravata dalla presenza della figlia minorenne dell’aggredito alla scena. La decisione fu di andare al tribunale di sorveglianza per convertire l’arresto con un affidamento in prova. Istanza che nel maggio scorso fu accolta.

«Il tribunale fece una bella sentenza - spiega Menzione - di solito sono molto stringate. In questo caso c’erano una serie di prescrizioni intelligenti, ben motivate. E la decisione era di passare i tre mesi non in carcere ma nella struttura dell’Arci. Lavorando».

Il procuratore generale di Genova fece appello in Cassazione contro la decisione. Si eccepiva motivando che “l’indole violenta” di Bompressi non era conciliabile con l’affidamento e che così facendo non avrebbe pagato per le lesioni procurate con il pugno. Va detto, per quanto riguarda il risarcimento, che la persona aggredita non si costituì parte civile.

Ci furono polemiche. Sulla figura di Bompressi, entrata nella storia recente del paese con un’aura nefasta, aleggia il peso della condanna per essere stato l’esecutore materiale dell’omicidio Calabresi. Vicenda di 47 anni prima e in nessun modo connessa con quanto accaduto nella lite col vicino. Per i fatti di allora nel 2006 aveva ottenuto la grazia per motivi umanitari dall'allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per l'omicidio del commissario.

Ancora ieri pomeriggio la conferma del periodo di affidamento non era arrivato a Lauro Giusti, gestore del circolo Arci ed ex consigliere comunale. «Aspettavamo notizie, avevo sentito Bompressi nei giorni scorsi». Per Giusti l’aiuto in arrivo è importante. «Ci darà sicuramente una mano, come ha fatto finora. C’è sempre bisogno di aiuto qui e ha già collaborato con noi. In questi mesi ha vissuto serenamente l’attesa della decisione e credo che l’arresto, per quello che era successo, sarebbe stato eccessivo».

Non si sa ancora quando Bompressi inizierà l’affidamento. Probabilmente dalla prossima settimana. «Abbiamo dei progetti anche ambiziosi - conclude Giusti - l’aiuto di Ovidio sarà utilissimo». —

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