Il Tirreno

il caso rette più salate 

"Asilo più costoso perché lo Stato dà meno fondi": i Comuni si giustificano

C.B.
"Asilo più costoso perché lo Stato dà meno fondi": i Comuni si giustificano

Bagnone e Villafranca precisano che l’Inps erogherà ai genitori un sostegno economico in base all’Isee

3 MINUTI DI LETTURA





bagnone. I Comuni di Bagnone e di Villafranca con un comunicato congiunto precisano la questione dell’aumento della retta mensile per l’asilo nido: “I Servizi educativi di prima infanzia “Cresco giocando” di Bagnone (composti dal nido e dallo Spazio gioco educativo) sono un servizio associato dei due Comuni e come tale viene unitariamente gestito tramite l’ufficio unico educativo che ha sede nel Comune di Bagnone.

I due Comuni si sono infatti associati per garantire la sussistenza di un servizio di qualità, riconosciuto anche a livello regionale come eccellenza che in due anni ha coinvolto anche utenti di territori limitrofi privi di servizi per la prima infanzia (l’utenza è infatti al 50% di residenti di Villafranca, ma per la restante parte gli utenti sono prevalentemente di Bagnone, Filattiera, Licciana ed altri Comuni). Alla partenza del servizio associato nel 2017 gli iscritti erano 8, diventando nel biennio 36, il massimo della capienza della struttura”.

Nella nota si sottolinea l’importanza dei valori economici messi in campo: “Le amministrazioni hanno in questi due anni (a fronte del costo retta mensile di € 340 del nido e di € 110 dello spazio gioco) ricevuto contributi da Regione e Miur che hanno permesso di usufruire di un abbattimento di quota, e gli utenti del nido hanno pagato una tantum partendo da € 150 fino ai 200 euro dello scorso anno. Le famiglie all’atto delle iscrizioni erano informate che la quota 200 finiva al 31 dicembre 2019, fatta salva la possibilità di conferma del contributo statale, che invece lo Stato ha deciso, con il Decreto di fine anno, di erogare direttamente alle famiglie e non più ai Comuni”

. Nella nota si entra più nel dettaglio: “Confermata nel decreto la modalità di intervento diretto dello Stato alle famiglie, per fasce Isee, i Comuni si sono trovati obbligati a rivedere i costi per coprire le spese del personale, gestito in modo esternalizzato da apposita cooperativa, tenuto conto della minore entrata e dell’aumento dei costi di personale in atto a seguito dei seguenti fattori: abbassamento dell’età degli iscritti da 12 a sette mesi, aumento degli iscritti rispetto alla precedente annualità, aumento conseguente del numero di addetti e delle singole ore del personale, dovute al mutato rapporto educatore/bambino e non da ultimo, dall’applicazione del nuovo contratto di lavoro degli addetti, che comporta un ulteriore aumento a regime di € 5,90 all’ora per educatore”.

“Gli Enti hanno dunque rivisto i costi tenendo presente che il pareggio di bilancio doveva essere coperto, come per tutti i servizi a domanda individuale dalle quote delle famiglie, mentre agli enti restavano in capo le spese della struttura che essendo la stessa del Comune di Bagnone fanno riferimento esclusivamente ad esso. Il costo del servizio, per altro senza spese di gestione della struttura, è passato dunque da €340 ad €454. Le famiglie usufruiranno comunque, tramite i servizi Inps, mese per mese, a decorrere da gennaio, di un contributo variabile sulla base delle fasce Isee di appartenenza, per cui l’effettiva quota che resta loro in capo, da tirar fuori dalle loro tasche, al mese, varia da un minimo di €181 ad € 227 e solo per la fascia eccedente i 40.000 euro Isee di 370 euro. La maggior parte dunque delle famiglie di poco si discosta dalla precedente quota di €200. Si comprende il disagio di anticipare l’intero l’importo, ma si deve anche tenere presente che a regime la famiglia avrà un carico che è di poco diverso da quello della precedente annualità. Sembra inoltre che le famiglie con due bimbi avranno dall’Inps un ulteriore abbattimento attorno al 20% “. “I due Comuni hanno tempestivamente informato le famiglie. I genitori sono stati rassicurati circa l’elasticità di pagamento per il primo mese, che ancora non beneficia dei meccanismi Inps ad oggi non totalmente esplicitati anche se il carico del servizio sul bilancio familiare, a regime, è per altro già ben definito”, conclude la nota. — C.B.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino