Il Tirreno

scuole a pezzi 

Dieci aule e cucina inagibili, niente palestra Tornano in piazza i ragazzi dell’Alberghiero

Manuela D’Angelo
Dieci aule e cucina inagibili, niente palestra Tornano in piazza i ragazzi dell’Alberghiero

Un centinaio di studenti del Minuto al sit-in: «Chiediamo soltanto di poter studiare in locali sicuri e accoglienti»

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MASSA. Sono stati criticati perché in pochi ad essere scesi in piazza per difendere la loro scuola, l’istituto alberghiero Minuto di Marina di Massa. Ma loro, un centinaio di studenti, sono coscienziosi e responsabili; una generazione che guarda avanti, che chiede soltanto di poter studiare in un luogo decente, che sente il pericolo di un rendimento scolastico in discesa e teme per il suo futuro. Mercoledì 8 gennaio il sit-in è in piazza Aranci, i rappresentanti di istituto fanno l’appello, perché così, forse, il collegio dei docenti potrebbe non contare come assenza quella della mattinata di ieri, spesa per i diritti della scuola; si mettono d’accordo con la Digos per decidere in quanti possano entrare a palazzo Ducale, una delegazione di rasta colorati e zainetti; fanno gruppo, si supportano, comprano e si dividono da mangiare. Rimangono insieme, sotto l’obelisco della piazza, fino alle 13, senza mollare mai il presidio. Alcuni studenti del Minuto sono invece entrati a fare lezione: “E noi li rispettiamo”, dicono i compagni mentre aspettano che il presidente della Provincia, Gianni Lorenzetti, li riceva. Vogliono sapere a che punto sono i lavori nelle aule dichiarate inagibili lo scorso luglio, e che la Provincia aveva promesso di aprire prima del rientro dalle vacanze di Natale.

«Martedì scorso – racconta Leonardo Barni, rappresentante di istituto – siamo tornati a scuola convinti che tutte le aule fossero di nuovo aperte. Invece ne abbiamo trovate agibili solo due e in più i termosifoni erano freddi. Dentro si gelava, non potevamo fare lezione. Abbiamo convocato una assemblea straordinaria nei corridoi, perché non abbiamo più l’aula magna, essendo una delle stanze inagibili, assieme ad una cucina, ad una sala per le esercitazioni e alla palestra. Noi facciamo ginnastica all’aperto, quando il tempo e le temperature lo permettono». «Io vengo da Pisa – racconta Anca Fron – vivo nel convitto. A turno dobbiamo fare lezione al pomeriggio: significa che solo alcune classi si recano a scuola la mattina, ma in questo modo le lezioni sono ridotte a 50 minuti e il nostro rendimento cala».

Le aule inagibili sono dieci, a cui si aggiungono la palestra, la ex aula magna, una cucina e una sala: il cuore di un istituto alberghiero. In questa battaglia, gli alunni hanno dalla loro parte gli insegnanti, ma, ci dicono, non i genitori: «Sembra paradossale – dichiara sempre Barni – ma non sono mai scesi in piazza con noi. Eppure farebbero comodo nella protesta».

«Chiediamo tempi più certi, un cronoprogramma più rispettato – aggiunge un altro rappresentante di istituto, Jonathan Larcombe – A volte ci siamo sentiti presi in giro, forse perché siamo ragazzi. Sappiamo che tante scuole sono nelle stesse condizioni; capiamo cosa provano i ragazzi del Pascoli, che si sono visti crollare un pezzo di soffitto sulla testa. Per questo stiamo organizzando una più grande manifestazione, con tutte le scuole della città, per far sentire il nostro disagio, gridare il diritto allo studio, in aule asciutte, calde e sicure». —

 

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