Il Tirreno

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A Quercia distrutte le armi giocattolo sotto la grande calza lunga 25 metri

Gianluca Uberti
A Quercia distrutte le armi giocattolo sotto la grande calza lunga 25 metri

Una ventina di bambini hanno preso a martellate le loro pistole di plastica. E ieri grande festa per l’Epifania in paese

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aulla. Sono soltanto armi giocattolo, ma sono il simbolo di un mondo che non vuole vincere la violenza. E quello che ai più sembra un giocattolo, un drone, spesso fatto volteggiare per divertimento sopra le nostre teste, è stato il responsabile dell'uccisione del generale iraniano Soleimani per mano americana. Un fatto dirompente, che potrebbe precipitare il pianeta nell'incubo di una guerra dagli sviluppi imprevedibili. Ben poco si può fare da qui per evitarla. Si possono, però, lanciare messaggi di pace, come quello altamente simbolico che porta avanti il parroco di Quercia di Aulla, don Roberto Turini, da cinque anni, con l’invito ai bambini a portare le proprie armi giocattolo davanti alla chiesa e a distruggerle a martellate e a pedate.

Un rito liberatorio che ha coinvolto una ventina di bambini domenica sera, i quali hanno fatto a pezzi le loro armi giocattolo sotto lo sguardo dei genitori. Perché don Roberto Turini le armi in mano ai bambini di Quercia, non le vuole. E chiede a loro, ai più piccoli, di consegnarle la vigilia dell’Epifania. E di distruggerle. Con forza, con decisione: con il martello, con i piedi, fino a ridurre la plastica in briciole. «Sarebbe bello se anche i potenti del mondo distruggessero le armi, come stanno facendo i bambini sotto la calza in questo momento», ha detto domenica sera.

La calza è quella che scende dal campanile della chiesa di Quercia da 31 anni, entrata nel Guinness dei primati con la sua lunghezza di 25 metri. E ieri una bella giornata di sole ha arriso alla kermesse di Quercia dedicata all'Epifania, con tutto il paese addobbato a festa come accade dal 1989. Tante sono state le attrazioni: dal trampoliere al truccabimbi, dallo spettacolo con le bolle di sapone a quello con il fuoco, senza dimenticare l'arrivo dei Re Magi e la casa della Befana con un piccolo gruppo teatrale e un piccolo percorso animato per i più piccoli, durante il quale sono state donate ai bambini le calzine ricolme di dolciumi.

Con il momento clou, ovvero il lancio nel cielo di Quercia di centinaia di palloncini con i messaggi di pace e le preghiere dei bambini lunigianesi. Che siano di buon auspicio. —

Gianluca Uberti

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