Il Tirreno

"Sartoria Carrara", lavoro e moda grazie alla sinergia con un investitore australiano

"Sartoria Carrara", lavoro e moda grazie alla sinergia con un investitore australiano

Nasce a Massa il nuovo stabilimento: 40 dipendenti e fatturato in crescita puntando sul “su misura”

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. È il rilancio dell’abito su misura. La riscoperta di un’arte tutta italiana riparte in grande stile anche dalla provincia apuana sulla scia di solide tradizioni è la nuova idea di Sartoria Carrara. Parliamo dell’azienda, specializzata nel “su misura”, con sede in via Martiri di Cefalonia, nel comune di Massa, in attività da ottobre in un nuovo stabile produttivo, con oltre 40 dipendenti assunti e un mercato in espansione all’estero.

Un’azienda nata grazie a una sinergia tra un consulente esperto del settore, Sergio Greco Luciani e l’imprenditore australiano Patrick Johnson, che ha creduto nel progetto e ha puntato su questo investimento insieme al nuovo socio. L’obiettivo è quindi quello di proporre modelli “su misura” nell’atelier-show room la cui inaugurazione è prevista per venerdì 10 alle 18, con l’intervento delle autorità e al quale sono invitati anche i clienti business, presenti in Italia proprio in occasione di Pitti Uomo a Firenze (rassegna a cui parteciperà, come ogni anno, l’azienda apuana).

Il laboratorio di nuova concezione, ultimato ad ottobre, è dotato di moderne apparecchiature per la creazione e la realizzazione di modelli.. Il capo su misura permette il rapporto diretto con il sarto e conferisce un’impronta personale nelle scelte. Sartoria Carrara inoltre mette a disposizione un vasto assortimento di prodotti: dalle giacche agli abiti, dai cappotti ai giacconi, dagli smoking, ai frac, ai tight e anche tessuti dei migliori lanifici italiani e inglesi da personalizzare con fodere, bottoni, fili per le impunture e le asole. Il guardaroba riscopre così il suo miglior “made in Italy”.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.38274027:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38274027:1652433948/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Una linea sartoriale in stile italiano, innovativa, avvolgente, comoda e estremamente morbida pensata per una clientela raffinata, in grado di apprezzare qualità e stile. Nel nuovo show room sarà proposta, direttamente e quindi a prezzi dimezzati, la stessa offerta Su Misura prima disponibile soltanto nei negozi di alta gamma di Milano, Los Angeles, Parigi o New York.

Una storia ancora giovane, seppur nel solco della tradizione, quella di Sartoria Carrara. Nasce nel 2016 dall’incontro fra Sergio Greco Luciani e Patrick Johnson. Quest’ultimo, proprietario di tre negozi in Australia uno a New York e uno a Londra, stava cercando in Italia un partner in grado di produrre, per il suo marchio, una nuova linea di abiti e giacche di alta qualità da proporre solo “Su Misura”. Greco Luciani lavorava nel settore dell’alta qualità sartoriale dapprima come imprenditore e poi come consulente da quando, nel 2006, aveva lasciato Milano dove aveva maturato esperienze in direzione aziendale.

La giacca che Greco Luciani propose a Johnson, convinse subito il giovane imprenditore australiano che quello era il prodotto giusto per la sua clientela esigent. Nacque così Sartoria Carrara, grazie ad un importante investimento in formazione del personale, tecnologia e con la creazione di un ambiente lavorativo confortevole. E dai negozi di Patrick Johnson in pochi anni le giacche su misura realizzate dalle abili mani dei professionisti apuani sono oggi nei più importanti negozi di alta gamma nelle maggiori città mondiali.

Nei primi due anni, vengono sviluppati il prodotto e la piattaforma tecnologica, ottenendo una sensibile crescita di fatturato; dagli iniziali venti si arrivò a quaranta addetti formati on-the-job in una vera e propria scuola di sartoria. Da giugno 2018 è iniziata l’azione commerciale rivolta ad altri marchi dell’alta qualità, sia in Europa sia in America, con un’ottima rispondenza di mercato. Il 2019 si chiude con 4.000 capi prodotti e per il 2020 si punta realisticamente a 4500-5000 capi annui e la prospettiva tutt’altro che remota di incremento dell’occupazione. —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera