Italia
Da via Catagnina a mezzo mondo il pesto e le salse di Magrini Tuscany
Una realtà di successo e che punta ad espandersi nel segno della qualità. «Il segreto? Conoscere la gente»
Massa. Il grande e bell’edificio che si affaccia sulla rotonda di via Catagnina, è il cuore della Magrini Tuscany, uno dei fiori all’occhiello dell’economia del nostro territorio, guidata da un team di 16 persone specializzate in vari settori, e con una rete di distribuzione che, oltre la capillare diffusione nazionale, interessa tutta l’Europa ed ha già varcato l’oceano, con prospettive anche sull’estremo oriente. È una azienda alimentare nota per il famoso pesto, ma che negli anni ha arricchito la gamma di prodotti offrendo ogni tipo di salsa (alle noci, al salmone, al tartufo, ai funghi, al pistacchio, al cacio e pepe, alla salsa verde, alla siciliana), rigorosamente gluten free, con ingredienti naturali lavorati a freddo, ricette personalizzate e niente conservanti, con una shelf life di 3 mesi. Adiacente all’area amministrativa, punto nevralgico della logistica e con laboratorio interno di controllo qualità, c’è la zona dove viene elaborata la linea di prodotti ed è presente anche uno show room al dettaglio dove è possibile trovare, oltre ovviamente alle salse Magrini, anche altri prodotti enogastronomici di pregio. Tutto nasce grazie all’intuizione di Cesare Magrini (suocero dell’attuale amministratore Alessandro Vagli), di origini aretine ma coniugato ad una genovese e lì residente, di poter offrire un buon pesto da vendere sfuso ai negozi che riforniva come rappresentante di prodotti alimentari. Visto il successo decise poi di produrlo personalmente e, dopo essersi trasferito a Massa, nel 1978 nacque “Magrini le Delizie”. Dal ‘94 è entrato in azienda il genero, classe ’57, con una carriera già avviata di odontotecnico, che nel 2012 ne ha assunto la direzione riuscendo ad ampliare la catena fino ad arrivare agli attuali 30.000 kg/anno di salse prodotte, 150.000 kg/anno di basilico acquistato e 500.000 kg/anno di pesto prodotto. «Io ci ho sempre visto una Ferrari in questa azienda, ma perché possa correre ci vuole un buon pilota - dice Vagli - Occorre farla girare, io ho iniziato dalle fiere e sponsorizzazioni. La cosa che preferisco di questo lavoro è andare fuori, conoscere la gente e studiare la concorrenza. È l’unico modo di vedere la realtà, il vero commercio. I miei suoceri erano persone molto in gamba, con la passione per la cucina, e cerco di portare avanti lo spirito di Cesare che era un abilissimo commerciante ed un leone: ha lavorato fino a poco prima di morire nel 2012 a 88 anni”. Presidente del Cda è la moglie Carla Bianca Magrini, che però ha deciso di dedicarsi ai suoi due studi odontoiatrici a Forte dei Marmi e a Querceta, nonostante rimanga una presenza costante come depositaria delle ricette di famiglia. Le due figlie per ora non sono coinvolte nell’attività di famiglia, essendo Susanna, la prima di 30 anni, medico odontoiatra e Alessandra, di 26 anni, vulcanica come il nonno, che ha fatto mediazione linguistica e conosce 4 lingue, ma è a Los Angeles per un Master in Marketing Digitale e il settore al quale vuole dedicarsi è la moda. I prodotti Magrini hanno ottenuto importanti certificazioni di qualità internazionalmente riconosciute, come la Brc (British Retail Consortium), la Ifs (International Food Standard), il marchio di “Basilico Genovese Dop” e il VeganOk. Recentemente hanno deciso un restyling del packaging e del marchio, nel quale è rappresentato lo stemma stilizzato della famiglia aretina di origine dei Magrini, vecchi proprietari terrieri.
«Il gioco del Tirreno è una ottima occasione per farsi conoscere sul territorio, soprattutto andando ad interessare i clienti non ancora fidelizzati. Lo show room, molto attivo a Natale per i pacchi regalo ad esempio, è conosciuto soprattutto da uno zoccolo di persone fisse e chi passa qui davanti ci scambia per una ditta di altro genere, magari che commercializza il marmo. Non sa che siamo quelli che producono quel pesto che comprano quotidianamente al supermercato e non associa la struttura ad una industria alimentare».
Il premio offerto dalla Magrini Tuscany per il gioco del Tirreno è un cesto contenente i suoi prelibati prodotti. —
Daniela Marzano
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