Il Tirreno

la storia di una nostra concittadina 

Avviso di raccomandata, odissea di un’ottantenne per riuscire a ritirarla

Avviso di raccomandata, odissea di un’ottantenne per riuscire a ritirarla

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massa. Ha ottantadue anni e problemi di mobilità. Li ha lei, li ha suo marito. Così per loro raggiungere, da Ortola dove vivono, via Carducci è davvero un bel problema. Ma è in via Carducci che devono andare per ritirare, alle Poste, una raccomandata.

A raccontare la vicenda è la protagonista, Anna Ramagini. Lo fa in una lettera inviata a Il Tirreno in cui si chiede quali siano i servizi per gli anziani: «Ho trovato un biglietto nella casetta della posta in cui mi si invitava a ritirare una raccomandata. In realtà - scrive - io non ho mai sentito suonare il campanello di casa. Ho comunque chiamato le poste e spiegato che non avrei potuto andare in via Carducci per ritirare il documento. Mi è stato assicurato da un’addetta che avrebbero provveduto a recapitarmelo a casa, telefonandomi prima di venire. Non posso scendere e, avvisata in anticipo, avrei calato una cesta dal terrazzo. Nessuno però mi ha contattata». Così Anna Ramagini trova un secondo foglietto in cui nuovamente la invitano a ritirare la raccomandata. E lei non può farlo, nè ha idea di cosa contenga la raccomandata: «Mi ha chiamato anche dall’Asl nei giorni scorsi, dicendomi che mio marito, che è stato sottoposto ad un intervento alle anche, dovrebbe fare alcuni accertamenti. L’azienda sanitaria dice di avermi avvisato con una lettera. Non vorrei che fosse proprio quella raccomandata. In ogni caso l’operatrice Asl, vista la mia situazione, ha garantito che avrebbe organizzato il trasporto di mio marito in ospedale. Serve l’ambulanza. Anche in questo caso sto aspettando». Anna Ramagini assicura di aver chiamato più e più volte le poste: «C’è un disco e mi si invita a digitare numeri o ad andare su Internet, ma io sono anziana. Ma questo - si sfoga - è il nostro Paese? Noi anziani meritiamo rispetto». —

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