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Il centro di Carrara si svuota: chiude l’edicola di via Verdi. Era aperta da 96 anni
Il titolare della storica “Dalla Vanda”: questa doveva essere la strada dell’arte ma non c’è nessuno. I clienti: ripensaci
CARRARA. «Silvio pensaci bene». I clienti affezionati ci provano a fargli cambiare idea; ma la decisione ormai è presa. Martedì “La tua edicola” di via Verdi, angolo via Ceci, a Carrara, abbasserà la saracinesca, dove ormai da giorni campeggia la scritta “Cedesi attività”.
La scelta – presa definitivamente un mese fa – è dettata dalla “testa”, spiega il proprietario, Silvio Sambo, 68 anni, papà veneziano e mamma di Sant'Anna di Stazzema; lui spezzino di nascita, ma carrarese, oramai, d'adozione. Perché – ammette – se dipendesse dal cuore, dall'affetto, «resterei aperto ancora, invece vado in pensione perché ho l'età per farlo e qui la situazione è diventata troppo problematica», racconta.. Un'altra chiusura. L'edicola chiuderà a un passo dal centenario. Era il 1924 difatti quando in via Verdi inaugurava l'edicola “dalla Vanda”; l'attività negli anni Cinquanta passerà a Vittorio Orsi.
«Era il padre di mia moglie, Anna. Era un'edicola a conduzione familiare dove io, da quando mi sono sposato, venivo a dare una mano, ma non sempre perché lavoravo a La Spezia in un'azienda», riavvolge il nastro Sambo che dalla seconda parte degli anni Ottanta si occuperà a tempo pieno dell'edicola, fino a oggi. «Parliamo di più di trent'anni fa – osserva – e ora a fine 2019 chiudo. Da una parte paghiamo senz'altro la crisi del settore, però, seppur con tutte le difficoltà del caso che hanno anche i miei colleghi, probabilmente, se fossi stato in un'altra zona, non avrei chiuso, o lo avrei fatto più avanti nel tempo». Questo perché, ragiona, «qui è molto difficile lavorare. Il centro città si spopola con tante famiglie che nel corso degli anni si sono trasferite tra Bonascola, Avenza e Marina di Carrara; inoltre nella via Verdi destinata a diventare “strada dell'arte” circola sempre meno gente e l'area “ex Montecatini”, in cui speravamo molto perché poteva dare un po' di respiro, rimane vuota. E allora, vista l'età pensionabile, vado in pensione e cedo l'attività». «Diciamo che è stata una combinazione di fattori, lo ripeto: la crisi di settore, il nostro modo di lavorare che è cambiato, ma soprattutto la crisi che vive il centro di Carrara e via Verdi. Se non ci sono famiglie diventa sempre più dura», va avanti.
«Un punto di riferimento». Nella mezz'ora in cui parliamo con Sambo, entrano tre clienti. Ripetono in coro: «Ma sei sicuro? E noi?». Silvio sorride, piega con cura le riviste, il giornale e continua nella sua analisi: «Dicono che il “carrarino” abbia un carattere particolare, invece ho trovato solo tanto affetto e ciò mi ripaga in parte del lavoro svolto in questi tanti anni. Vedete, in questi giorni di countdown, nell'ultimo mese, in moltissimi clienti mi stanno dimostrando tanto affetto. Mi fa piacere, ma rimane quel velo di amarezza per l'epilogo».
Dopo oltre trent'anni, fatti di chiacchierate, tra riviste, figurine, giornali, fumetti, martedì sarà l'ultimo giorno. «Quando chiude un'attività non è mai bello, poi in una strada che già risente un po' delle chiusure; e poi un'edicola ha una valenza sociale, ci sono i quotidiani, si discute di tante tematiche importanti a partire dalla città», fa notare e conclude: «Sono dispiaciuto per il rapporto umano creato con le persone, mi hanno detto che sono un punto di riferimento. Martedì 31 sarà l'ultimo giorno; dal 2 gennaio mi sono preso un po' di tempo per pensare alle questioni burocratiche e amministrative. Se qualcuno rileverà l'attività? Io spero che qualcuno subentri, vediamo, ma è difficile in questo contesto...». —
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